730: cos’è e chi deve farlo

Il modello 730, serve a tutti i dipendenti pubblici o privati che siano, per dichiarare allo Stato la somma dei redditi percepiti durante l’anno alla quale la dichiarazione fa riferimento, più tutti i possedimenti immobili e mobili (modifica introdotta dall’introduzione del 730 precompilato) che il soggetto possiede.

Esistono delle condizioni particolari per le quali è possibile eseguire la dichiarazione dei redditi in maniera tale da far accettare quella precompilata: uno di questi, ad esempio è il caso di  un single, dipendente senza nessuna proprietà aggiuntiva e con introiti derivanti solo dal lavoro dipendente. Se già hai un introito di natura diversa, seppur al di sotto dei 4800 euro (limite massimo oltre il quale risulta necessario aprire una partita IVA per l’elevato volume di fatturato) devi eseguire la dichiarazione dei redditi tramite il 730, meglio se fatta con il 730 precompilato. In questo caso però, non puoi portare in detrazione nemmeno le spese mediche superiori alla soglia minima. Per maggiore informazioni vai alla pagina Spese Mediche.

Per maggiore chiarezza più sotto riporto la tabella, così come presente sulla guida emessa dall’Agenzia delle Entrate, che riporta tutti i casi per i quali è possibile evitare di presentare la dichiarazione dei redditi.

Ma prima di affrontare tutta la trattazione relativa al 730 precompilato, volete sapere solo di IRPEF quanto versiamo, come dipendenti/pensionati nelle casse dello STATO?

La quota di IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), alla quale vanno aggiunti i tributi regionali, comunali, le trattenute INPS, ecc… rappresenta la parte consistente delle tasse che mensilmente versiamo allo Stato e che questo, si spera, ci ritorni in servizi.

Già la logica delle tasse è in senso aulico un ottima cosa; io verso parte del mio stipendio allo Stato e questo attraverso le sue Infrastrutture, Enti, Organi ed altro mi ritorna una serie di servizi di carattere essenziale come, Scuole, Sicurezza, Trasporti, Infrastrutture, ed ancora, Pubblici Esercizi, Sanità, Tutela ambientale, Tutela dei deboli, Pensioni, e tanto, ma tanto altro ancora. Tutte cose che in maniera autonoma né potremmo garantirci né tanto meno ne avremmo la possibilità/capacità.

Il problema, almeno in Italia, consta nel fatto che questi servizi a volte sono carenti ed altre volte, nei casi peggiori, inesistenti. Perché? Perché purtroppo non tutti paghiamo le tasse o almeno posso con fermezza affermare che quelli che sicuramente le versano, perché subiscono una ritenuta alla fonte, sono i dipendenti/pensionati; con ciò non sto dicendo che tutti i liberi professionisti, autonomi, commercianti, professionisti e imprenditori sono degli evasori, ma se le statistiche ISTAT riportano livelli di evasioni elevatissimi, la conclusione è che chi evade non è sicuramente chi le tasse le paga contestualmente al ricevimento della busta paga. Mi sbaglio?

Il secondo fattore è evidentemente la nostra casse politica dirigente che, indipendentemente dal colore politico, in Italia non riesce a far fluire l’ammontare enorme di soldi che le tasse generano, per far funzionare una Nazione regolarmente, forse per incapacità, per egemonia, per corruzione, per … metteteci quello che volete e chi volete, ma la sostanza è che le cose non funzionano.

Di seguito riporto la tabella che evidenzia le fasce di reddito e le rispettive aliquote IRPEF applicate. Attenzione, mi preme fare una precisazione perchè qualcuno ha delle idee poche chiare e ben confuse.

Le aliquote IRPEF seguono il concetto della progressività fiscale: chi percepisce un reddito ad esempio di 35600 euro lordi annui paga di IRPEF per:

      • i primi 15000 euro il 23%, e cioè 3450 euro;
      • da 15001 a 28000 euro il 27%, e cioè 3510 euro;
      • da 28001 a 35600 euro il 38%, e cioè 2888;

Ciò significa che il totale di IRPEF da pagare sarà di 9848.

Aliquota IRPEF : scaglioni e relative percentuali

Nella tabella sono chiaramente indicati gli scaglioni con le aliquote IRPEF di riferimento cosi ciascuno, con un semplice esercizietto può facilmente calcolarsi l’ammontare di IRPEF che deve versare.

Sicuramente questa somma non corrisponderà all’ammontare totale di tasse che ci troviamo sottratte in buata paga…ciò si spiega, come prima detto, nelle ulteriori tasse che lo Stato/Territorio ci impone come i contributi previdenziali, Comunali, Regionali e chi più ne ha più metta…

Comunque va sottolineato che a differenza di quanto qualcuno afferma, chi percepisce ad esempio un reddito superiore alle 28.000 euro annue non versa il 38% di IRPEF sull’intera cifra ma la cifra sarà calcolata in maniera progressiva in funzione degli scaglioni, come spiegato poco prima.

Condizione di esonero dalla presentazione della dichiarazione

Di seguito riporto, in forma tabellare, tutte le possibili combinazioni per le quali risulta possibile evitare di eseguire la compilazione dei redditi. Se rientri in una di queste combinazioni, così come riportato dall’Agenzia delle Entrate, sei dispensato dal presentare la dichiarazione dei redditi perché ufficialmente non hai tasse o tributi da dover pagare.

Attenzione però perché in questo caso non puoi pretendere di ottenere nessuna detrazione in quanto, seppur avessi diritto alle detrazioni, risulteresti incapiente, cioè il totale delle somme che ti spettano non ti possono essere rimborsate perché non hai tasse da pagare allo Stato . Risulti creditore nei confronti dello Stato che, per come è stato impostato il sistema delle tasse non ti deve assolutamente nulla. A meno di due casi che riporto sotto per chiarezza dove, seppur incapiente, ti vengono rimborsate una parte delle detrazioni che ti spettano.

Casi di esonero legati ai massimali di reddito percepito
Casi di esonero legati alla tipologia della fonte di reddito se esclusiva
Condizioni di esonero

I casi di esonero elencati nella tabella sono limitati e naturalmente impattano quella fetta di persone che hanno un reddito davvero esiguo o si ritrovano in situazione particolari come: disoccupati, inoccupati, inattivi, pensionati al minimo, lavoratori part-time, ecc…

In generale si può concludere che la dichiarazione dei redditi deve essere presentata da tutti i contribuenti che percepiscono uno stipendio/guadagno o possiedono una proprietà, indipendentemente dalla nazionalità, sesso, età anagrafica/contributiva, condizione sociale, tipologia di lavoro purché residenti in Italia.

Naturalmente solo per una mera questione di completezza elenco le varie modalità di presentazione della dichiarazione:

        • Tramite prefessionista abilitato o CAF;
        • Tramite Sostituto d’Imposta (datore di lavoro);
        • Presentazione diretta presso le sedi dell’Agenzia delle Entrate.
        •  Autocompilazione mediante 730 Precompilato presso il sito dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate.

Naturalmente il mio consiglio è quello di eseguirlo in maniera autonoma presentando il 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate o sito dell’INPS.

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