Bonus vacanze Italia 2020: come richiederlo

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Il Corona Virus ne ha fatto di “vittime” tra le imprese di ogni genere ed ambito; sono comunque convinto che le peggiori situazioni saranno riscontrabili nelle attività che per la loro natura intrinseca sia indispensabile, o quasi, generare assembramento o comunque prevedere il contatto tra la gente.

Tra queste annoveriamo tutte le attività ricreative collettive, i punti di ristoro come bar ed i ristoranti; ma sono convinto che chi registrerà una perdita pesante saranno tutte le attività ricettive stagionali e non che vivono di turismo e che vedono nella stagione estiva la punta di diamante dei loro introiti annuali; in fondo siamo una nazione vocata al turismo ed una parte sostanziosa del nostro PIL (13% secondo le stime della Banca d’Italia relative al 2018 tra introiti diretti ed indiretti) ruota attorno alla capacità di attrarre turismo nazionale ed estero.

Bonus vacanza Corona Virus 2020

Purtroppo la pandemia ha scatenato una paura collettiva da contagio che ha limitato in primis gli spostamenti ma che vede nella limitata socialità e dunque nel famoso distanziamento sociale, a ragion dovuta, la soluzione alla propagazione del virus. Noi cittadini comuni siamo costretti a dover rispettare queste indicazioni (ne va della salute collettiva) e quindi stiamo imparando ad attuare tutti i comportamenti all’interno delle guidance impartite; naturalmente tali scelte conducono ovviamente a limitare se non azzerare del tutto gli spostamenti, dunque a maggior ragione le vacanze; anche chi aveva già prenotato si è affrettato a disdire a causa di questa maledetta pandemia.

Bonus vacanze 2020 chi può usufruirne

Finalmente abbiamo superato il 1° Luglio, giorno di avvio pianificato dallo Stato come start per la richiesta del famoso Bonus vacanze.

Per chi non ha le idee chiare su cosa sia il Bonus Vacanze 2020 vi invitiamo a leggere i successivi paragrafi nei quali sono riportati i criteri per usufuirne, quali sono i beneficiari, i requisiti per accedervi e le modalità di erogazione.

In questa paragrafo voglio esclusivamente spiegarvi come e dove è possibile eseguire la richiesta del Bonus Vacanze 2020 e con quali modalità, perché abbiamo finalmente bisogno di queste vacanze, mai come quest’anno molto “particolare”.

Prima di partire con la richiesta, mi preme sottolineare che dovrete essere in possesso:

  1. Isee 2020 valido, ottenuto tramite la DSU sul sito dell’INPS o tramite il vostro CAF di fiducia. Se non ne siete in possesso potete leggere le indicazioni presenti al seguente link dove è allegata la guida dell’agenzia delle entrate mediante la quale sarete facilmente guidati nella richiesta autonoma.
  2. SPID (Sistema di Pubblica identità digitale) o identificazione tramite CIE (carta di identità digitale); nel caso ne siate sprovvisti vi rinvio al link dove sono riportate le indicazioni per richiedere ed ottenere lo spid;
  3. Scaricare l’APP IO sul vostro telefonino che non è altro che la piattaforma statale tramite la quale dovrete fare la richiesta del bonus vacanze 2020 e che contiene tanti altri servizi che aumenteranno con il passare del tempo. Per scaricare ed installare l’APP IO potrete cliccare sui seguenti link per IPhone o Android.

Il tutto può sembrare faticoso o quanto meno oneroso. Magari inizialmente è così ma appena eseguita l’installazione, oltre a poter richiedere il Bonus in questione, vi si aprirà un mondo di servizi ai quali potrete accedere grazie alla progressiva digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni che in futuro ci solleverà dal dover eseguire quelle noiose pratiche in presenza come la richiesta/rinnovo della carta d’identità o l’emissione di certificazioni per scopi particolari e tanto altro ancora.

Come richiedere il bonus vacanze 2020

Appena avrete tutto a disposizione procedete con la registrazione; una volta completata questa accederete solo inserendo il PIN che avrete scelto oppure, esclusivamente per ora per i dispositivi Android con sistema superiore al 6.0, tramite identità biometrica (impronta del dito, facial recognition, ecc…).

Completata l’installazione entrate nella sezione pagamenti cliccate su aggiungi nuovo bonus/sconto e tra i vari bonus messi a disposizione scegliete “Bonus Vacanze 2020”; procedete alla compilazione dei campi mediante semplici passaggi, per giunta guidati dalla piattaforma molto frendly, ed avrete inserito la vostra richiesta.

Se già avete un ISEE in corso di validità che rientra all’interno del tetto massimo stabilito per poter usufruire del bonus pari al 40.000 euro, riceverete in pochissimo tempo l’autorizzazione tramite l’emissione di un codice, al quale sarà associato anche un QR code che attesterà l’ottenimento del Bonus e che diviene l’assegno circolante mediante il quale potrete pagare la struttura ove soggiornerete.

Vi sembra magia???…invece è la strada giusta verso quella che si chiama digitalizzazione, l’applicazione esegue controlli incrociati tra i vari dati contenuti sulle piattaforme statali e nel tempo necessario a bere un bicchiere d’acqua, o anche meno, vi approva/rifiuta la richiesta…bello vero???

Bonus vacanze strutture aderenti

Ottenuto il codice, che equivale all’80% dell’importo al quale avete diritto, secondo la configurazione del vostro nucleo familiare, come appresso spiegato, basterà che lo presentiate in aggiunta al vostro codice fiscale presso la struttura dove avrete soggiornato nel momento del pagamento.

Attenzione: non tutte le strutture aderiscono a questa iniziativa dunque è sempre meglio informarsi all’atto della prenotazione se accettano o meno il pagamento mediante il Bonus.

L’ulteriore 20% di sconto al quale avete diritto per raggiungere la somma totale stabilita vi verrà restituito mediante la dichiarazione dei redditi che farete nel 2021 sotto forma di detrazione fiscale.

Dunque fate molta attenzione a ricordarvi di portale in detrazione tale cifra, pena il decadimento dell’agevolazione che non potrete più recuperare.

E non mi resta che augurarvi…BUONE E MERITATE VACANZE ITALIANE DA FARE IN SICUREZZA, divertendovi, rilassandovi o facendo ciò che più vi piace…

Dimenticavo…fatele in PUGLIA… da buon pugliese amante del proprio territorio, sarò di parte, ma vi consiglio questa terra di confine che racchiude tanti paesaggi che vanno dal mare, dai colori inebrianti, all’entroterra, autoctono, per molti aspetti selvaggio ed incontaminato fatto di masserie, muretti a secco, olivi, vigne e campi di grano…e non dimentichiamoci il calore della gente, tipico dell’italiano che seppur presenta tanti difetti quando ti ospita ti accoglie “in casa”, arricchito in queste zone storicamente terre di migrazione e passaggio.

A parte le mie opinioni personali scegliete le vacanze italiane perché la nostra è una terra tutta favolosa, ferita e bistratta ma pregna di storia che ci portiamo in dote e che molte volte merita di essere riscoperta se non proprio conosciuta.

Cos’è il Bonus vacanze 2020

Per limitare i danni all’economia del turismo lo Stato Italiano ha pensato bene, almeno per quest’anno, di incentivare i cittadini italiani ad effettuare le proprie vacanze sul nostro territorio nazionale evitando dunque di spostarci verso località estere; tale manovra può comportare diversi benefici: stimolare il cittadino verso la riscoperta delle bellezze del proprio territorio nazionale, spronando l’economia tramite l’incentivazione economica anche di chi aveva abbandonato l’idea delle vacanze, sopperendo all’azzeramento o quasi del turismo di provenienza estera tramite la presenza di connazionali e non per ultimo, incentivando le imprese turistiche indirettamente tramite l’elargizione di un bonus erogato al cittadino ma che può essere speso esclusivamente nelle strutture ricettive per l’erogazione di servizi legati al turismo. A mio modo di vedere geniale.

 

A quanto ammonta il bonus vacanze “Corona Virus”?

La quantificazione del bonus battezzato come carta turismo è stato differenziato esclusivamente in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare mentre l’unico requisito di accesso resta la soglia dell’ISEE al disotto dei 40.000 mila euro.

Il valore del bonus di cui è possibile avvalersi, come prima annunciato, è stato scaglionato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare ed è così composto:

  • 150 euro per single;

  • 300 euro per coppie;

  • 500 euro per nuclei con figli a carico.

Bonus vacanze a chi spetta e come funziona?

 

Spetta a tutti i cittadini italiani la cui soglia di ISEE per l’anno 2020 è al di sotto dei 40.000 euro e che intendono trascorrere le proprie vacanze sul territorio nazionale nel periodo compreso tra il 01 Luglio ed il 31 Dicembre 2020. Con questa carta sarà possibile esclusivamente il pagamento di servizi collegati alla vacanza pianificata e consisterà nello sconto sulla quota da pagare da parte del fornitore della prestazione, di un valore pari al 90% del tetto stabilito secondo il vostro nucleo familiare, secondo quanto sopra esposto, mentre il restante 10% vi sarà rimborsato tramite detrazione fiscale nella prossima dichiarazione dei redditi.

Attenzione non vi sarà erogata nessuna cifra né in anticipo né a saldo ma potrete usufruire esclusivamente di una riduzione della cifra da pagare sulla spesa da sostenere. E’ la stessa cosa, vi si lasciano dei soldi in tasca, ma solo se prenoterete le vacanze in Italia e ne usufruirete all’atto del pagamento. Si eviterà ai soliti furbetti di accaparrarsi indebitamente cifre non dovute.

Per chiarire meglio il concetto vi riportiamo un esempio

Vacanza in famiglia

Esempio Bonus vacanze 2020

Una famiglia residente sul territorio nazionale composta da due genitori e due figli (4 componenti) decide di trascorrere le vacanze in Italia. Il loro reddito secondo la dichiarazione ISEE (per compilare l’ISEE vedere la sezione riportata al seguente link) per l’anno corrente è al di sotto dei 40.000. Essendo in 4 hanno diritto a 500 euro che può spendere solo un componente del nucleo familiare.

Prenotano un pacchetto vacanze del valore di 1800 euro. All’atto del pagamento potranno beneficiare di uno sconto direttamente presso la struttura dove hanno deciso di trascorrere la propria vacanza pari a

500 * 0,8 = 400 euro

Mentre le restanti 50 euro saranno rimborsate tramite detrazioni fiscali (se non siete nella situazione di incapienza) nella dichiarazione dei redditi che farete nell’anno 2021.

Vi sembra complicato? Allora avete un’unica soluzione: pagate l’intera cifra pattuita con la struttura e

BUONA VACANZA ITALIANA A TUTTI!!!

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Bonus bici e monopattini a propulsione elettrica : un contributo alla mobilità sostenibile

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Il decreto Rilancio Italia ha introdotto tra le suoi articoli un incentivo che mira a decongestionare il traffico cittadino (soprattutto quello dei grandi agglomerati urbani) spronando i cittadini ad un cambiamento della proprià mobilità quotidiana; si dovranno dunque prediligere spostamenti con mezzi di trasporto che mirano ad una mobilità sostenibile. Di fatti si incentiva l’acquisto di bici, monopattini o mezzi di trasporto a propulsione totalmente o parzialmente elettrica come segway, hyperboard, monopattini o monowheel o le più comuni bici a pedalata assistita.

Si potrà richiede il bonus anche per pagare gli abbonamenti per noleggio bike, per gli scooter o le auto in sharing purché siano a propulsione esclusivamente elettrica.

L’obiettivo è quello di sviluppare una mobilità ecologia limitando, per quanto possibile, l’uso di mezzi di trasporto a propulsione mediante carburanti tradizionali (inquinanti) quando questi sono ad uso esclusivamente individuale.

Segway: i nuovi mezzi di trasporto a propulsione elettrica

Bonus Bici come funziona

Potranno beneficiarne tutti i cittadini maggiorenni residenti sul territorio italiano, una sola volta e per un importo pari al 60% del prezzo di acquisto e comunque non superiore alle 500 euro. Ciò significa che qualsiasi prodotto acquistiate, appartenente ad una delle categorie sopra riportate, non deve avere un costo superiore alle 833, 33 euro e comunque, nel caso lo abbia, avrete diritto ad un contributo massimo pari a 500 euro.

Viceversa bisogna precisare che non avete sempre e comunque diritto alle 500 euro ma al 60% del prezzo di acquisto. Come effettuare il calcolo di quanto vi spetta? Seguite queste indicazioni:

Beneficio di cui potete usufruire sarà pari a = Prezzo di vendita x 0,6

Attenzione: non tutti i cittadini residenti sul territorio nazionale ne potranno beneficiare ma chi prima effettuerà l’acquisto; infatti se ne potrà beneficiare fine ad esaurimento del fondo messo a disposizione che è stato stabilito in a 120 milioni di euro (240.000 mila persone nel caso tutti usufruissero delle 500 euro).

Bonus Bici chi può ottenerlo

Del bonus potranno usufruirne tutti i cittadini residenti sul territorio italiano maggiorenni che siano residenti (e non domiciliati) in comuni capoluogo di Regione, di Provincia ovvero di comuni con almeno 50 mila abitanti.

Il Bonus richiedibile solo una volta può essere speso tra il 4 Maggio ed il 31 Dicembre (quindi anche per acquisti già eseguiti). Potranno beneficiarne comunque tutti i residenti appartenenti a città facenti parte della cinta muraria delle città metropolitane.

Bonus bici 2020 come richiederlo?

FInalmente dopo l’emenazione del decreto attuattivo è stata stabilita la data del 3 Novembre come lancio della piattaforma web sulla quale ci si potrà registrare per poter usufruire del bonus.

Dunque, nella Fase1 di attuazione del provvedimento, ovvero quella  in corso, che finirà il giorno antecendente l’avvio stabilito della piattaforma, i contribuenti potranno continuare ad acquistare liberamente il mezzo scelto pagandolo al 100% chiedendo al rivenditore l’emissione della fattura. Fattura alla mano a partire dalla data stabilita, potranna registrarsi sulla piattaforma, che verrà comunicata successivamente, ed avranno la possibilità, di ottenere il rimborso del 60% del costo sostenuto, sempre tenendo in considerazione che il valore massimo erogabile è pari a 500 euro per acquisto.

Nella Fase2, ovvero a partire dal 03 Novembre, il contribuente che vorrà usufruire del “BONUS BICI elettrica”, dovrà registrasi sulla piattaforma e generare un voucher digitale a fronte della dichiarazione di prodotto da acquistare. Va sottolineto che in questa seconda fase l’acquisto potrà essere effettuato esclusivamente presso uno dei rivenditori che si è registrato sulla paittaforma del ministero e che quindi risulta abilitato ad accettare il voucher da voi generato. Dunque il consiglio è quello di verificare la lista dei rivenditori e recarsi da questi prima della generazione del voucher per valutare esattamente il prezzo di acquisto. Generato il voucher digitale non vi resta che recarvi dal rivenditore, pagare il 40% del prezzo di acquisto, e ritirare il prodotto scelto. Dunque in questa fase il cliente non anticipa nessun contante, con tutti i rischi conessi (molti resteranno scoperti a causa dell’esaurimento del fondi messi a disposizione), ma sarà il rivenditore a farsi liquidare direttamente dal ministero la quota del voucher.

 

Bici tradizionali ed a pedalata assistita che rientrano nel bonus

Sicuramente un ottimo provvedimento nei metodi e nelle finalità; se pensiamo che nello stesso Dpcm è stato dato mandato ai comuni di sviluppare integrare ed espandere le piste ciclabili anche solo ritagliando una parte della carreggiata cittadina per dedicarla esclusivamente al transito ciclabile, da identificare con apposita segnaletica verticale ed orizzontale (una scelta di questo tipo ridurrebbe il numero di parcheggi a disposizione e quindi sarebbe un ulteriore spinta verso la mobilità smart ed ecofrendly da parte dei cittadini); sono certo che ci sarà una corsa all’acquisto che purtroppo taglierà fuori una fetta di potenziali ecologisti.

Meglio questo che nulla, non credete?

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Bonus baby sitter per Corona Virus

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Attenzione: il bonus in questione non è più attivo. La sua ultima data di scadenza  per poterne usufuire è stata il 31 Agosto 2020

La pandemia sta determinando grandi problemi non solo sanitari, e fortunatamente sembra ci si trovi una una fase discendente per quanto concerne la diffusione del virus; infatti, adesso il problema si è spostato dal fronte sanitario a quello economico e lo Stato sta provando a dare fiato alle famiglie italiane che stanno vivendo una situazione difficile sia economicamente che socialmente affinché si possano mitigare, per quanto possibile, gli effetti devastanti che stiamo affrontando e che ahimé non saranno facilmente superabili.

Il lento ritorno alla normalità implica il rientro al lavoro da parte dei genitori; purtroppo se hanno figli si trovano a dover fronteggiare la necessità di lasciarli a casa da soli a causa della chiusara delle scuole oltre che dei centri estivi; ci si augura e lo speriamo vivamente, che a Settembre queste riapriano regolmante consentendoci l’agoniato ritorno alla normalità.

Ma come possiamo sopperire a questo problema dato che anche chi ha la fortuna di avere dei nonni non può sicuramente rivolgersi a loro proprio per limitare i contatti e quindi la diffusione del virus?

Bonus Baby sitter come funziona?

Bonus Baby sitting come funziona, cos’è?

Il Governo per aiutare le famiglie italiane a superare questa fase molto delicata del rientro a lavoro con i figli a casa ha lavorato per emenare delle forme di sostegno al reddito di cui i genitori si possono avvalere;

Per la seconda opzione vi consigliamo la sezione dedicata consultabile cliccando sul seguente link dove sono ricapitolate le caratteristiche e le modalità per usufruirne.

Per quanto concerne il Bonus Baby sitting il Governo, con il Decreto Rilancio, ha deciso di raddoppiarlo per tutti i genitori contribuenti che dovendo rientrare al lavoro, ne possono usufruire. Vediamo in quali casi:

      • Entrambi i genitori sono lavoratori (sia dipendenti che autonomi o parasubordinati iscritti alla gestione separata INPS);
      • Hanno figli in età scolare fino a 12 anni;
      • E’ alternativo al congedo Covid-19.
      • L’altro genitore non deve essere né disoccupato né tanto meno non lavoratore ma può trovarsi nella condizione di lavoratore in Smart Working;
      • L’altro genitore non deve essere beneficiario di forme di sostegno al reddito nel caso si ritrovi in una fase di sospensione dal lavoro o cessazione dell’attività.

Hanno diritto al bonus sia i genitori naturali che tutti i genitori che hanno adottato dei bambini;in questo ambito non esiste naturalmente differenziazione.

Bonus baby sitting a quanto ammonta?

Il bonus da diritto, per ciascuna famiglia anche in presenza di più figli, ad una cifra pari a 1200 euro per tutte le tipologie di lavoratori; questo limite è innalzato a 2000 euro per medici, sanitari, operatori sanitari ed operatori del comprato sicurezza che più delle altre categorie stanno contrastando in prima linea la diffusione di questo virus e per questo sono costretti ad affrontare, in talune circostanze, orari di lavoro ben oltre le normali ore previste da contratto collettivo di lavoro.

Bonus baby sitter covid-19: come e dove presentare domanda

Per procedere alla richiesta del Bonus dovreste essere minuti di PIN DISPOSITIVO e potreste procedere autonomamente collegandovi al piattaforma del sito dell’INPS mediante il seguente link.

A tal proposito per facilitare l’accesso e la compilazione autonoma da parte del genitore alla domanda di richiesta della prestazione, l’INPS ha messo a disposizione una guida pdf  (sotto riportata) che vi indica dettagliatamente tutti i passaggi da seguire all’interno della piattaforma dell’ente oltre che a fornire indicazioni dettagliate sui dati da inserire.

Tutorial_DomandaBonusBabySitting

Come al solito sono comunque disponibili i tradizionali canali per presentare la domanda: rivolgendosi ad un CAF, alla sede INPS di competenza, dove potrete compilarala cartaceamente, oppure chiamando al 803164 da rete fissa o 06164164 da rete mobile.

Siate coscienti che la richiesta di prestazioni e la sua seguente approvazione da parte dell’ente non vi da diritto a ricevere l’ammontare stabilito ma ad aprire un Libretto telematico chiamato “Libretto Famiglia” sul quale vi verrà erogata la somma che potrete digiditalmente, a fronte della prestazione esercitata dalla vostra baby sitter, versare nominativamente sul conto della stessa. Quest’ultima poi provvederà, avendo aperto a sua volta il Libretto Famiglia come baby sitter, a riscuotere le somme presenti una volta disponibili sul conto.

Chi può essere la baby sitter

Il decreto non identifica del personale che risponda a determinati requisiti specialistici o che abbia dei titoli particolari ma parla di persona fidata che o è regolarmente assunta oppure da utilizzare occasionalmente come lavoratore da retribuire mediante questi voucher digitalizzati.

In questa ottica possono configurarsi come baby sitter anche i nonni, i parenti o gli amici di famiglia che se disponibili (può rappresentare una forma di reddito alternativo per quelle persone che possono aver perso il proprio posto di lavoro a causa del virus), possono esercitare questa attività e quindi possono procurarsi un reddito alternativo prestando un servizio utile per la famiglia.

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Detrazioni spese ristrutturazione casa

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Quanti di noi hanno la necessità di eseguire dei lavori per la ristrutturazione del proprio immobile, l’inserimento di un nuovo bagno, la modifica della disposizione interna? e quanto costano questi lavori? molte volte infatti è proprio questo lo scoglio, il costo di realizzazione delle opere.

Da qualche anno lo Stato italiano mette a disposizione dei propri cittadini la possibilità di portare in detrazione il 50% della spesa sostenuta per la ristrutturazione del proprio immobile con un tetto massimo di spesa pari al 96 mila euro. Significa che si può portare in detrazione il 50% della spesa sostenuta per la ristrutturazione da sgravare dal monte tasse calcolate sull’IRFEF che ciascuno di noi deve versare annualmente.

Il 50% che rappresenta la cifra da recuperare, viene divisa in 10 rate annuali di pari importo, da scontare dalle tasse per ciascuno dei 10 anni. Mi spiego meglio con un esempio.

Se per eseguire i lavori si consuntiva una spesa complessiva di 32800 euro; usufruendo delle detrazioni avrete diritto a recuperare la metà di questa cifra e cioè 16400 euro. Ciò avverrà contestualmente alla dichiarazione annuale dei redditi in 10 anni sgravando per ogni anno dal monte totale delle tasse da voi versate la cifra di 1640 euro. Semplice vero?

Quali sono le spese detraibili?

Naturalmente ci sono dei limiti per poter usufruire delle detrazioni. Il beneficio può essere ottenuto da chi esegue una ristrutturazione edilizia, un risanamento conservativo o il restauro di un immobile o anche di interi fabbricati sia in caso risultiate già proprietari ed eseguiate direttamente i lavori sia se acquistate un immobile ristrutturato da un impresa purché ad uso abitativo.

Attenzione: è importante sottolineare che possono essere portati in detrazione i lavori inquadrabili nelle categorie sopra riportate e quindi identificabili come lavori di manutenzione straordinaria, mentre non possono essere detratte le mere spese di ristrutturazione ordinaria come le semplici pitture, rifacimenti di bagni o locali, ed altri lavori in quanto se eseguiti separatamente non  rientrano nel perimetro delle attività di modifica della forma e/o della volumetria dei locali nonché della mera ristrutturazione e/o parziali o totale ricostruzione ma sono dei lavori inquadrabili come manutenzione ordinaria.

Ad esempio il rifacimento di un bagno non rientra nei lavori di manutenzione straordinaria mentre l’inserimento di un nuovo bagno in aggiunta a quello esistente si (modifica della volumetria). Il cambio del pavimento non è un lavoro di manutenzione straordinaria ma se decidete di inserire un nuovo impianto di riscaldamento a pavimento in sostituzione di quello tradizionale allora tutti i lavori impattati rientrano all’interno della manutenzione straordinaria e possono essere portati in detrazione.

Si può concludere che gli interventi di manutenzione ordinaria riguardano il rinnovamento di parti esistenti dell’abitazione, volti a mantenere e migliorare gli impianti o gli infissi. Sono tipologie di lavori che rivestono un carattere poco invasivo e dunque non alterano nè la volumetria nè la struttura esterna della casa; non rivestendo carattere strutturale non vanno comunicati al comune né si richiedono permessi particolari e dunque non rientrano nel novero dei lavori che possono essere portati in detrazione.

Condizioni, limiti e tipologia di spese detraibili

Naturalmente per poter usufruire della detrazione, così come dovrebbe avvenire per tutte le attività di manutenzione straordinaria eseguite sugli immobili, dovrete presentare una pratica (Cila, Cil, Scia) elaborata da un tecnico abilitato, presso il comune dove è ubicato l’immobile oggetto della ristrutturazione.

Lo stesso tecnico identificherà i lavori che rientrano all’interno della manutenzione straordinaria e eseguirà, se necessario, le comunicazioni richieste per legge all’ASL ed all’ispettorato del lavoro dichiarando le imprese ed i dipendenti di queste che prenderanno parte al lavoro oggetto della ristrutturazione. Attenzione: è importante scegliere tra le imprese che vi avranno presentato i preventivi (vi consiglio di farvi fare più preventivi a fronte del computo metrico dei lavori affinché possiate vagliare attentamente la miglior proposta) quella in regola con il versamento delle tasse statali. Tale verifica deve essere fatta chiedendo all’impresa l’emissione del DURC (documento unico di regolarità contributiva), non più vecchio di sei mesi, che è un documento fiscale che attesta la regolarità dell’azienda nel versamento dei contributi INPS, INAIL oltre che la sua iscrizione a norma di legge presso le casse edili.

Possono essere inclusi tra le spese che si possono portate in detrazione le parcelle dei tecnici incaricati, le spese accessorie, le spese per i permessi versati nelle casse comunali, le eventuali spese per l’occupazione del suolo pubblico e soprattutto le spese per le opere realizzate ed i materiali acquistati.

Come detto sopra il tetto massimo di spesa che risulta possibile portare in detrazione è pari a 96 mila euro; i lavori possono essere esuguiti entro il 31-12-2020; va sottolineato che tutti i pagamenti inerenti i lavori che si vogliono portate in detrazione devono essere eseguiti mediante pagamento tracciabile (conosciuto meglio come bonifico parlante) a fronte della fattura emessa dalle imprese che stanno eseguendo le attività per ciascuna delle fatture emesse da queste.

Tutto deve corrispondendere e deve essere eseguito in maniera da poter garantire la tracciabilità di tutte le operazioni anche a distanza di anni.

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730: scadenze principali

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Il 730 deve essere presentato da tutti i cittadini dipendenti/pensionati italiani e non (persone fisiche), residenti in Italia e che percepiscono entrate da dichiarare sia da lavoro dipendente e/o da altre fonti di reddito che non richiedono partita IVA (lavori saltuari con introiti annui inferiori ai 5000 euro, rendite finanziarie, affitti, ecc..). Nel seguente paragrafo riporto tutte le date essenziali e le scadenze previste per la presentazione e l’invio della precompilata introdotte dalla Manovra 2020 ed anticipate mediante il milleproroghe 2020 a causa del tanto ormai famoso Corona Virus che ha imposto l’anticipo al 2020 della nuove date di scadenza e della relativa finestra mobile sui rimborsi.

730 scadenza 2020 introdotta dal Decreto Milleproroghe

Per il 2020 a causa del Corona Virus lo Stato ha spostato la data di scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi da Luglio, come è sempre accaduto fino allo scorso anno, al 30 Settembre. 

Come per tutte le pratiche, anche questa possiede delle tempistiche, che grazie alla precompilata si sono dilatate rispetto al passato.

La Manovra 2020 aveva inizialmente imposta la modifica relativa alla scadenza della dichiarazione precompilata al 2021 ma il Corona Virus con la sua scia di problemi legati all’economia, ha imposto allo Stato di anticipare la modifica della data di scadenza della dichiarazione dei redditi al 2020.

Ma vediamo quali sono le principali date da tenere in mente:

      • Solo per il 2020 ed in concomitanza alla problematica relativa al Corona Virus, i sostituti di imposta avranno tempo fino al 31 Marzo per la consegna dei redditi dell’anno precedente ai propri dipendenti;
      • Spostata in avanti anche la data di messa a disposizione della precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrata sulla prorpria piattaforma che per quest’anno diventa 4 Maggio;
      • Dal 14 Maggio è possibile eseguire le modifiche, integrazioni o l’accettazione della precompilata da inviare all’agenzia delle entrate tramite il canale WEB;
      • Dal 25 Maggio è possibile compilare i riquadri RW, RT ed RM per i redditi aggiuntivi al 730 e correggere o sostituire il modello 730 già inviato;
      • Da stabilire l’ultimo giorno utile per il versamento, con maggiorazione del 0,4% a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi;
      • 30 Settembre ultimo giorno utile per l’invio della precompilata mediante la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

ATTENZIONE: se avete sforato tutte queste date, niente paura, non andate nel panico. Lo Stato, seppur in ritardo, accetta sempre le dichiarazioni fatte dal contribuente “leale” che ammette di essersi dimenticato di eseguire la dichiarazione dei redditi. In questo caso si avvia una procedura che si chiama di “ravvedimento operoso” dove il contribuente ammette l’errore relativo alla mancata dichiarazione prima che se ne accorga la stessa Agenzia delle Entrate (in quest’ultimo caso sarebbero stangate); il tutto, naturalmente, non è a costo zero ma il contribuente deve pagare una sanzione che cresce proporzionalmente con i giorni di ritardo. Quindi occhio e state attenti.

Rimborso 730 precompilato e finestra mobile

Risulta importante chiarire che se nel passato erano state stabilite delle date fisse uguali per tutti per quanto concerne l’eventuale rimborso, sa quest’anno le cose sono cambiate. È stata introdotta la finestra mobile; il rimborso da parte dello Stato, se previsto, avverrà il primo mese utile successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Ciò significa che prima presenterete la dichiarazione prima riceverete il rimborso. Quindi viste le tempistiche dilatate si presume, da ora in poi, che non si creeranno le calche dovute alle dichiarazioni presentate negli ultimi giorni pre scadenza. In fondo adesso abbiamo molto più tempo per presentare la dichiarazione e  possiamo scegliere, quasi diretramente, quando farci rimborsare la differenza a nostro favore.

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Guida compilazione ISEE 2020 Precompilato: le istruzioni passo-passo

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Che fatica la compilazione autonoma della domanda ISEE che attesti la nostra situazione economica e quante volte vi siete rivolti al vostro commercialista e/o CAF ed evete riscontrato degli errori nella compilazione della domanda?

Lo Stato ha dato un accellerata alla piattaforma presente sul sito istituzionale dell’INPS che consente la compilazione in maniera del tutto autonoma della propria ISEE per ottenere la DSU da presentare in tutte le circostanze nelle quali vogliamo ottenere un contributo economico da parte dello Stato per una prestazione a fronte della quale risulta obbligatorio attestare la propria situazione economico/finanziaria.

Questo breve articolo, attraverso delle ottime guide predisposte dal sito dell’INPS, vi guiderà in questo percorso, ma prima di tutto per procedere dovrete essere in possesso del PIN DISPOSITIVO (all’interno della pagina troverete le indicazioni per richiedere il PIN DISPOSITIVO) rilasciato dall’INPS ed avere la documentazione necessaria per la compilazione della domanda descritta nell’articolo documenti ISEE.

Guida alla compilazione ISEE 2020

La compilazione dell’ISEE nella sezione predisposta sul sito INPS  raggiungibile al seguente indirizzo è molto semplice; bisogna conoscere la tipologia di ISEE che vi serve (ce ne sono 4 di tipologie fondamentali) in funzione della richiesta di prestazione che dovete presentare.

Innanzitutto, se volete conoscere l’intero processo di acquisizione, ed io ve lo consiglio vivamente prima di procedere all’acquisizione, leggetevi la guida sotto riportata

ISEEPrecompilato_Tutorial_Parte1

La guida, emessa dall’INPS, con poche slide e ben fatte spiega i principali passi del processo di acquisizione e tutte le informazioni necessarie per eseguire in maniera completa l’acquisizione.

Letto questo tutorial si passa al vero e proprio processo di acquisizione a partire dalla scelta della tipologia di ISEE fino ad arrivare all’invio della domanda tramite la piattaforma.

Esistono altre due guide che descrivono benissimo i passi da seguire…essendo in pdf avrete la possibilità di consultarle contestualmente alla fase di acquisizione all’interno della vostra sezione personale. Dunque risultano un valido aiuto che vi guiderà passo passo nell’inserimento di tutti i dati richiesti.

Le due guide in questione sono presenti nella sezione COME FARE? della schermata HOME, dell’ISEE precompilato, di seguito riportata ed evidenziata in giallo

Home Page ISEE precompilato

Scaricate queste due guide e buona compilazione.

Dimenticavo…da quando inserirete la vostra domanda all’interno del portale dovete aspettare pochi giorni per avere la vostra DSU firmata ed approvata nel caso abbiate apportato delle modifiche ai dati preesistenti.

Viceversa questa sarà già a vostra disposizione.

Isee per reddito di cittadinanza 2020

Il Corona Virus purtroppo sta creando diversi problemi sanitari e non solo. Purtroppo molte aziende hanno chiuso per decreto ministeriale affinché si potesse contrastare l’emergenza sanitaria in atto e ciò ha determinate in alcuni casi delle situazioni di crisi economica all’interno dei nuclei familiari tali da mettere in crisi le famiglie italiane.

Per tale motivo lo Stato è intervenuto per aiutare quei nuclei familiari in difficoltà ed ha decreteto che in particolare situazioni particolari come:

  • uno dei componenti della famiglia perde il lavoro;
  • un componente del nucleo perde un trantamento assistenziale;
  • si presenta una risuzione dei redditi del nucleo pari al 25%.

In questi casi si può procedere con la revisione dell’ISEE compilando quello che sulla piattafroma dell’INPS viene chiamato ISEE corrente.

Tale ISEE scatta un istantanea dei redditi familiari all’atto della compilazione a differenza di quello classico che consuntiva i redditi relativi ai due anni precedenti. In tale modo si cerca di tenere in considerazione l’azzeramento del reddito o la sua sostanziale riduzione improvvisa e non dipesa dal lavoratore/i e quindi si offre la possibilità di ottenere una prestazione a sostegno delle fasce più deboli come il reddito di cittadinanza.

Così come per l’ISEE ordinario, anche quello corrente può essere compilato in maniera del tutto autonoma da parte del contribuente sul sito dell’INPS, oppure ci si può avvalare, come sempre, di un CAF, commercialista o chiunque sia autorizzato alla compilazione del modello.

Chi può compilare l’ISEE corrente?

Oltre ai dipendenti sia a tempo indeterminato che determinato che a fronte di un evento (licenziamento, sospensione dell’attività lavorativa, ecc…) abbiano una situazione economica precaria e disagiata che preveda, come minimo, una decurtazione del 25% del reddito percepito o l’azzeramento totale, possono presentare tale docmanda anche i lavoratori autonomi non occupati e che abbiano perso a causa delle particolari situazione in corso l’occupazione. Come condizione imprescindibile questi devono dimostrare, all’atto della presentazione della domanda, di non esercitare più l’attività e quindi di non avere nessuna fonte di reddito e di averla comuque esercitata per almeno 12 mesi continuativi.

La modifica dell’ISEE e quindi della DSU, gli darà diritto, nel caso dovessero rientrare nei limiti di reddito previsti alla presentazione della richiesta per il reddito di cittadinanza che gli offrirà un sostegno economico fino al riavvio della nuova attività/professione.

Con il Decreto Cura Italia, il governo ha per giunta innalzato quelli che rano i vecchi limiti affinché, al sostegno economico, possa accedere una platea di beneficiari più vasta.

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Bonus dispositivo anti abbandono: cos’è e come usufruirne nel 2020

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I casi di abbandono in auto di bambini per dimenticanza a causa dello “stress” legato alle problematiche che ci attanagliano quotidianamente sono innumerevoli e riempiono spesso le testate dei giornali… in maniera sempre crescete quando purtroppo per i piccolini protagonisti, loro malgrado, quando la storia finisce in tragedia.

A tal proposito lo Stato ha pensato di introdurre come obbligo, inserito nel codice della strada, l’utilizzo di opportuni ed omologati dispositivi antiabbandono da adoperare quando si trasportano dei neonati… ma vediamo cosa sono e quali bonus sono previsti per il loro acquisto

Bonus Dispositivo Antiabbandono: cos’è e come funziona

Data obbligatorietà dispositivo antiabbandono

È importante sottolineare che l’obbligo all’uso del dispositivo AntiAbbandono, che ha lo scopo di proteggere i nostri bimbi da eventuali dimenticanze in auto, è stato introdotto nel codice della strada; l’omissione, la mancanza e lo scorretto utilizzo sarà rilevato e contestato  al guidatore che sarà multato dalle forze dell’ordine nel caso venga fermato e sottoposto a controlli a partire dal

6 Marzo 2020

Il valore della multa, la decurtazione dei punti della patente sono riportati nei prossimi paragrafi… quindi, oltre che per proteggere i nostri bimbi mi sempra più vantaggioso dotarsi del dispositivo piuttosto che essere multati… Che ne pensate?

Link per ottenere il BONUS dispositivo antiabbandono

Come previsto, è stato pubblicato il link mediante il quale risulta possibile registrarsi alla piattaforma per richiedere il bonus o procedere alla richiesta del rimborso per l’acquisto sostenuto.

Nel primo caso avrete 30 giorni di tempo per poter procedere all’acquisto dalla data di emissione del voucher (nella piattaforma troverete anche un elenco degli esercenti che hanno registrato l’attività e che danno diritto ad effettuare l’acquisto usufruendo direttamente del bonus); nel secondo caso avete 60 giorni di tempo a partire dal 20 Febbraio per procedere con la richiesta di rimborso ma dovete essere in possesso della ricevuta che attesta l’acquisto.

In entrambi i casi dovrete essere in possesso delle credenziali SPID per poter procedere con la registrazione.

Il link alla piattaforma è https://www.bonuseggiolino.it/

Voucher antiabbandono scaduto: è possibile recuperarlo?

Purtroppo la chiusure dettate dal Corona virus e l’impossibilità ad uscire dalle proprie abitazioni può avervi condotto a far scadere il voucher che con tanta fatica sieti riusciti ad ottenere sul portale predisposto.

Come fare per recuperarlo? Se ne perde il diritto?

Precisiamo che il bonus scade dopo 30 giorni dalla data di emissione registrata sulla piattaforma on-line; passato il tempo massimo indicato e quando siete in procinto di procedere con l’acquisto, rientrate nuovamente sulla piattaforma, sempre mediante le vostre credenziali SPID e potrete ottenere, seguendo il percorso simile a quello eseguito all’atto della prima emissione del voucher al rinnovo per ulteriori 30 giorni della validità dello stesso.

Adesso però non perdete altro tempo e recatevi immediatamente presso il rivenditore per procedere con l’acquisto onde evitare di farlo nuovamente scadere.

Dispositivo Antiabbandono: cos’è

Il dispositivo antiabbandono non è altro che un apparecchiatura elettronica, la cui forma e la logica di funzionamento differisce in dipendenza dell’azienda che lo produce e che deve provvedere alla sua omologazione secondo dei criteri ministeriali ben precisi; può in generale essere un dispositivo optional presente nel veicolo, integrato nel seggiolino (magari se siete in procinto di acquistare un nuovo seggiolino è utile sceglierne uno con questa tecnologia già presente) oppure è un oggetto indipendente da questi e dunque può essere utilizzato su tutti i seggiolini già in vostro possesso (infatti questa è la soluzione più diffusa oltre che la più economica).

Quest’ultima tipologia riesce ad individuare la presenza del bambino tramite un sensore di pressione o capacitivo. Ma come segnala l’abbandono del bambino a bordo?

Le tecnologie disponibili sono di due tipi: o mediante collegamento al vostro telefonino (bluetooth) oppure, se volete delle soluzioni più “tradizionali” e meno tecnologiche, mediante segnalazione acustica/visiva inviata al guidatore ogni volta che questo spegne il motore ed ha a bordo un bambino nel seggiolino.

La prima delle due soluzioni è la più diffusa perché questa tecnologia consente di inviare la segnalazione (messaggistica e/o chiamata di emergenza) sia al conducente che ad altri numeri della vostra rubrica e che voi avete scelto (nel caso questo non risponde),anche perché, difficile da affarmare ma purtroppo si constata sempre con più frequenza, risulta più difficile che si dimentichi il proprio cellulare in auto piuttosto che il bambino. L’ho scritto ma non IO non ci credo… infatti nella gran parte dei casi queste tragedie capitano in situazioni di genitori che sono travolti da fragilità psichica o particolari stress ambientali, ma credo e sono convinto che queste persone, proprio perché vivono particolari situazioni e momenti di vita, devono essere maggiormente tutelate a beneficio loro e dei loro piccolini.

E’ giusto sottolineare che per questioni di sicurezza dei bambini questi dispositivi non hanno una SIM interna ma dialogano tramite la app preinstallata sul vostro dispositivo, quindi anche i più attenti alla salute dei loro piccolini saranno tranquilli perché questi non saranno esposti alle onde elettromagnetiche della rete cellulare. Ma quando sarà obbligatorio usarli?

Data di entrata in vigore dei dispositivi antiabbandono

Con la Manovra Finanziaria 2020 o legge di Bilancio è stata chiarita e definita le date di entrata in vigore dell’obbligo dell’suo del dispositivo antiabbandono o del seggiolino; l’obbligo entrerà in vifore a partire dal 06 MARZO 2020. Da questa data infatti chiunque venga fermato con a bordo un bambino di età inferiore ai 4 anni senza il dispositivo in questione sarà sottoposto ad una multa che va da 83 a 333 euro oltre che alla decurtazione di 5 punti sulla patente. Attenzione però: se sarete recidivi e nell’arco di due anni dalla prima contestazione vi sarà nuovamente contestata la stessa violazione, oltre alla sanzione pecuniaria potrete incorrere nella sospensione immediata della patente per una durata variabile tra i 15 giorni ed i  2 mesi. Pur giunta vi consiglio di portare con voi sempre il manuale di istruzione del dispositivo perché potreste essere multati non solo per la mancanza del dispositivo ma anche se quello in vostro possesso non è omologato, oppure non è connesso tramite bluetooth al vostro dispositivo o peggio non lo state usando conformemente alle prescrizioni del costruttore, quindi avere con se il manuale può servire a dimostrarne il funzionamento ed il suo uso a norma.

Bonus Dispositivo Antiabbandono a quanto ammonta

Lo Stato, recependo la legge promulgata n.117 del 01 Ottobre del 2018 chiamata legge Salva Bebè, ha già messo in campo degli incentivi che possano, almeno in parte, sollevare economicamente i genitori dall’acquisto dei dispositivi in questione.

Infatti già per il 2019  erano stati stanziati 15,1 milioni di euro mentre per il 2020, tramite la Manovra di Bilancio 2020, sono stati stanziati solo 5 milioni di euro.

Il contributo previsto per ciascun bambino è di 30 euro.

Il decreto attuativo firmato dal ministro dei trasporti  De Micheli, esplicita le condizione su come beneficiare del bonus; sotto sono riportate le relative condizioni.

Intanto si può affermare che i 5 milioni serviranno a coprire solo il 9% della popolazione di bimbi che ha  diritto al contributo(sono tutti i bimbi al di sotto dei 4 anni, non essendoci limitazioni di reddito), quindi mi chiedo: e tutto il resto della popolazione resterà  tagliato fuori? Mi sembra un principio quanto meno lontano dall’essere equo ed eticamente corretto oltre che inaccettabile dal punto di vista sociale. Varrebbe il “chi prima arriva meglio alloggia?” Speriamo che il governo ponga rimendio in tempo magari mettendo in campo la parte stanziata per il 2019 e del quale i contribuenti non hanno usufruito.

IN CONCLUSIONE NON VI SEMBRA CHE, INDIPENDENTEMENTE DAI BONUS O DA ALTRE AMENITA’, TRA LE PRIORITA’ CHE LA VITA CI METTE DINANZI E CHE SIAMO OBBLIGATI  A SCEGLIERE,  QUELLA DI BADARE ALLA SALUTE ED ALL’INTEGRITA’ DI UN BAMBINO SIA LA PRINCIPALE? IN FONDO SIAMO STATI NOI A SCEGLIERE DI AVERE UN FIGLIO E NESSUNO CE LO HA IMPOSTO…

Come usufruire del Bonus dispositivo Anti Abbandono.

È stata firmato il Decreto attuativo che regola le condizioni per poter usufruire del bonus. I genitori del bambino al di sotto dei 4 anni devono registrarsi sulla piattaforma informatica della Sogei accessibile seguendo le indicazioni presenti al seguente indirizzo www.mit.gov.it/antiabbandono

Si può accedere alla piattaforma dal 20 Febbraio 2020 quando sarà possibile ottenere il rilascio di un voucher elettronico che dovrà essere consegnato al venditore per ottenere immediatamente lo sconto sul prezzo di acquisto.

Anche chi ha già eseguito l’acquisto potrà comunque beneficiare dello sconto ma sotto forma di rimborso sul costo sostenuto per l’acquisto del dispositivo o del seggiolino auto già in dotazione dello stesso.

Attenzione però perché dovrete necessariamente registrarvi sulla piattaforma entro 60 giorni a partire dal 20 Febbraio pena la decadenza del diritto al rimborso. Naturalmente risulta necessario allegare alla richiesta presentata copia del giustificativo di spesa relativo all’acquisto sostenuto.

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Congedo parentale: cos’è e come si richiede ordinario e/o per Corona Virus

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A molti è sconosciuta la possibilità di usufruire, in determinate situazioni, di permessi che consentono di assistere i propri figli nella crescita, senza doverli motivare, tanto meno concordare con il proprio datore di lavoro, ma esclusivamente comunicandogli per tempo la vostra assenza. Vi state chiedendo di cosa sto parlando?

Si tratta dei congedi parentali.

Congedo parentale ordinario e covid-19(Corona Virus)

Molto diffusi tra le lavoratrici in concomitanza con il periodo post parto, per prestare l’assistenza inderogabile nei primi mesi di vita al proprio nasciuturo, sono scarsamente conosciuti ed ancor meno utilizzati dai papà; sappiate maschi che in particolari situazioni potete usufruirne  fino a 7 mesi complessivi. Ma vediamo come.

Congedi parentali: quali sono i diritti per ciascun genitore?

Il congedo parentale è un istituto che consente di assentarsi dal lavoro  sia prestare l’assistenza necessaria per i propri figli (anche se non affetti da patologie temporanee o persistenti) che per dare modo al genitore di  essere al fianco del proprio figlio durante la crescita.

Ciascun gentitore può usufruire per ogni figlio di 6 mesi complessivi che, per il papà possono arrivare a 7 mesi, nel caso si sia astenuto per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi. In totale i due genitori possono usufruire comunque di 10 mesi, elevabili a 11 nella medisima condizione di padre lavoratore poc’anzi descritta. Nel caso sia presente un unico genitore lavoratore il periodo di cui può fruire in totale si attesta in 10 mesi.

Le regole appena descritte valgolo sia nel caso di genitori naturali che adottivi e si applicano dal primo giorno di ingresso in famiglia del bimbo in adozione, indipendentemente dalla sua età anagrafica. Può usufruirne anche solo il padre lavoratore, alle stesse condizioni sopra descritte, seppur la mamma non è una lavoratrice dipendente; peraltro, il padre ne può usufruire contemporanemamente alla madre dipendente nel caso quest’ultima sia in astensione  obbligatoria dal lavoro a causa della nascita del bambino.

Del permesso in questione se ne può  usufruire fino al compimento del 12 anno di vita del bambino (congedo ordinario) ma a condizioni  diverse. Vediamole nel dettaglio:

        • fino a 6 anni di vita del bambino si può usufruire al massimo di 6 mesi totali (madre e/o padre) e sono retribuiti al 30% dell’ultima retribuzione media del mese antecedente quello di avvio del congedo.
        • dai 6 agli 8 anni si può usufruire della quota eccedente i 6 mesi e/o anche della restante parte di cui non si è usufruito precedentemente nei primi 6 anni di vita. In entrambi i casi l’indennizzo al 30% sarà erogato nel caso in cui lo stipendio del genitore richiedente sarà inferiore a 2,5 volte il valore minimo di pensione stabilito per l’anno di richiesta del congedo.
        • Dagli 8 ai 12 di vita o di ingresso in famigia del bambino il congedo non è mai indennizzato.

Mi preme precisare che seppur il congedo non va autorizzato dal datore di daloro è necessario comunque rispettare le indicazioni presenti all’interno del vostro CCNL di appartenenza, dove vengono indicati i tempi minimi di preavviso entro il quale comunicare la vostra assenza al datore di lavoro. In genere per assenze lunghe bisogna comunicarlo con almeno 15 giorni di preavviso, mentre per assenze brevi o orarie è sufficiente un preavviso di almeno 3 giorni. Va da se che in casi di gravità ed emergenza conclamati anche questi tempi sono suscettibili di accordo tra le parti.

Il congedo parentale, indipendentemente dalla modalità fruita, dà diritto sempre alla contribuzione figurativa.

E’ importante sapere che la domanda va inserita all’interno del sistema INPS, al seguente link, almeno il giorno prima la data di avvio del vostro congedo.

Presentazione della domanda di congedo parentale sul sito INPS: come fare?

La richiesta di congedo parentale è possibile presentarla o usufruendo dei canonici canali, ovvero rivolgendosi ad un CAF che presenterebbe la domanda per voi, oppure recandosi presso una sede INPS; da qualche anno è possibile compilare autonomamente sulla piattafrorma on line dell’INPS la domanda, bisogna solo munirsi di alcuni dati essenziali, che di seguito riporto, ed essere in possesso del PIN Dispositivo che rilascia l’INPS a tutti i contribuenti che ne fanno richiesta e che offre la possibilità di presentare in maniera autonoma tutte le tipologie di domande. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i dati che vi servono per poter procedere con la presentazione della richiesta;

      • I dati personali di chi esegue la domanda ed il relativo codice fiscale e dell’eventuale partener;
      • I dati personali del bambino sul quale eseguite la richiesta di permesso per congedo e naturalmente il suo codice fiscale;
      • I dati della azienda presso la quale siete dipendenti ovvero il codice fiscale o la partita iva sia della persona che presenta la richiesta che dell’eventuale partner, nel caso sia dipendente;
      • il conteggio complessivo dei giorni di congedo di cui avete usufruito, nel periodo antecedente la domanda che state inserendo, sia vostri che del vostro partener, nel caso ne abbia usufruito;
      • La vostra RAL annuale media.

Con questi dati a disposizione e con il PIN DISPOSITIVO o le credenziali SPID, accedete al seguente link, sul sito INPS ,e potrete procedere con la presentazione della domanda.

E’ importante sapere che si può usufuire del congedo parentale sia per giornate intere che per frazioni di esse. Si possono richiedere permessi orari, variabili ed in  funzione del vostro CCNL di appartenenza; ad esempio, se appartenete al settore metalmeccanico e quindi siete dipendenti di aziende che eseguono le canoniche 40 ore settimanali, ovvero  8 ore giornaliere, potrete usufruire di permessi orari in frazioni per multipli di due, con minimo 2 ore al giorno. Anche in questo caso bisogna pianificarli con largo anticipo e comunicarli al proprio datore di lavoro. Nella presentazione della domanda bisogna considerare che 8 ore di congedo parentale, seppur usufruito in maniera scaglionata, corrispondono ad una giornata di lavoro. Le domande devono essere presentate per giornate intere e non per frazioni di esse.

Congedo parentale per Corona Virus

L’esplosione del Corona Virus e tutto lo strascico di problemi che si è portato con se ha determinato la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la salvaguardia dell’incolumità pubblica, affinché possa essere garantito il distanziamento sociale e dunque ridotta la diffusione del virus.

Ciò ha determinato molti problemi per quei genitori obbligati a lavorare e che si ritrovano i figli, magari piccoli, a casa e soli.

Il Governo, con il Decreto Cura Italia, ha stabilito che tutti i genitori lavoratori con figli in età scolare e dunque obbligati a restare a casa per tutto il periodo dell’emergenza, possono usufruire di 15 giorni di congedo parentale retribuito al 50% per ragazzi fino ai 12 anni di età, dunque con una sostanziale modifica rispetto al congedo ordinario.

E’ stata estesa la possibilità di fruire del congedo parentale anche per i genitori con figli che hanno un età compresa frai 12 ed i 16 anni. In questo caso però non è prevista nessuna indennità nè tanto meno vengono riconosciuti i contributi figurativi. In questi casi la domanda non va inoltrata all’INPS ma presentata direttamente al datore di lavoro che non può rifiutarla e deve accettarla d’ufficio. Naturalmente anche per conservare dei buoni rapporti con il proprio datore di Lavoro la stessa andrebbe presentata con un giusto periodo di anticipo.

Attenzione: i congedi fruiti a causa del COVID-19 non si possono ottenere in regime di orario frazionato ma esclusivamente per giornate intere.

Le condizioni per usufruire del congedo parentale per Covid-19(Corona Virus) sono le seguenti:

        • nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
        • non vi sia altro genitore disoccupato o non lavoratore.
        • nel nucleo familiare non vi sia altro genitore che fruisca contemporaneamente di congedo COVID-19;
        • non sia stata trasmessa richiesta del bonus alternativo per i servizi di baby-sitting.

e per i genitori di figli disabili di età superiore ai 12 anni oltre alle condizioni sopra citate l’accesso al congedo COVID-19 risulta possibile a condizione che

        • sia accertata la disabilità in situazione di gravità del figlio ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
        • il figlio sia iscritto a scuole di ogni ordine grado o in centri diurni a carattere assistenziale.

Le dichiarazioni mendaci sono, come sempre, punibili Penalmente.

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Detrazioni Bonus casa 2020; cosa è previsto, quali sono i limiti, e le condizioni per usufruirne

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Un altro ambito per il quale risulta possibile usufruire delle detrazioni fiscali 2020 è quello relativo alla ristrutturazione degli immobili di ogni classe e tipologia, che siano o meno abitazione principale.

Le spese detraibili coprono diversi ambiti e le condizioni per usufruirne, così come il tetto massimo di spesa che risulta possibile portare in detrazione, varia in funzione della tipologia di intervento da effettuare.

Si va dalla classica ristrutturazione dell’immobile (attenzione si tratta di una ristrutturazione straordinaria e non ordinaria), si prosegue con l’efficientamento energetico (sostituzione degli infissi, applicazioni cappotti termici, installazione di caldaie a condensazione, ecc…), sono incluse le spese per le ristrutturazioni che mirano al consolidamento strutturale (sisma bonus), il bonus verde che interessa l’installazione di piante/alberi sui balconi o terrazze condominiali, fino ad arrivare all’ultimo nato e cioè il bonus facciate che impatta  tutte le spese che riguardano i lavori per il rifacimento delle facciate degli appartamenti/case private, anche se meramente per fini estetici.

Il modo per usufruire delle detrazioni sono differenti e dipendono della tipologia di intervento da effettuare (cambia il numero di rate di cui beneficiare, il tetto massimo, ecc…).

Una guida utile e sintetica che mira a mostrare, in forma tabellare, tutte le tipologie di intervento ed i criteri per usufruirne, oltre che i limiti applicativi, è stata emessa dall’ENEA, ed è di seguito riportata.

Detrazioni e Bonus Casa 2020: fonte ENEA

Al segunte link del sito dell’Enea trovate tutte le indicazioni in merito, con riferimento a tutto ciò che è elencato all’interno della tabella.

Successivamente verranno pubblicate delle guide per ciascuna tipologia di intervento che mirano a dettagliare la tipologia di bonus, le condizioni per usufruirne  e le dritte  che danno diritto alla detrazione.

Bonus efficientamento energetico: ultime notizie 2020

A fronte della diffusione del Corona Virus, che purtroppo sta attanagliando l’intero sistema sanitario-economico e sociale italiano, il Governo sta pensando di estendere in maniera massima le detrazioni per i lavori che impattano la casa. In  particolare si sta pensando, per quanto riguarda in particolare l’efficentamento energetico, non solo di prorogare le detrazioni, ma anche di allargarle innalzandoil valore detraibile dal 65% al 100% per l’intero ammontare delle spese sostenute.

La misura avrebbe il fine di incoraggiare la ripresa economica mediante l’incentivazione alla realizzazione dei lavori in ambito edile che dovrebbero trainare, o quanto meno agevolare, la ripresa economica.

Speriamo che ciò avvenga e che sia di aiuto per tutti

Per chi vuole approndire gli argomenti e le tipologie di detrazioni, sotto sono riportati una serie di articoli che descrivono le peculiarità e le condizioni per usufruirne

Detrazioni spese per rifacimento facciate (Bonus Facciate)

Detrazione spese ristrutturazione casa

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DSU Precompilato: Cos’è e come si compila?

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Notizie importanti sul fronte DSU, infatti “da Gennaio 2020” sarà possibile eseguirne la compilazione autonomamente utilizzando la piattorma on-line del sito INPS o dell’Agenzia delle Entrate. Finalmente anche questa pratica, la cui compilazione risulta essenziale per poter accedere alle varie prestazioni erogate dallo Stato Italiano segue, con qualche anno di ritardo rispetto al 730 precompilato, la stessa strada; ciò rappresenta un cambio epocale per tutti gli internauti abituati alle piattaforme on-line mentre per tutti gli altri sarà comunque possibile continuare a seguire la precedente strada utilizzando il commercialista “amico” o il CAF che provvederà ad eseguire per conto vostro la dichiarazione in questione.

Ma adesso voglio darvi più informazioni e quindi iniziamo con il dire:

Cos’è la nuova DSU ed a cosa serve?

E’ l’acronimo di Dichiarazione Sostitutiva Unica ed il suo obiettivo è quello di identificare in maniera univoca la situazione economico /patrimoniale del vostro nucleo familiare; infatti, incorpora la vecchia ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente a cui, con la riforma introdotta dal governo nel 2015 si somma anche la situazione Patrimoniale già in solido, sia Immobiliare che di tutte le attività finanziarie dei vostri conti correnti. Lo scopo della dichiarazione, che tiene conto di differenti parametri correttivi in considerazione di molteplici fattori chiariti più avanti, ha l’obiettivo di mettere a fattor comune il patrimonio dei contribuenti misurandolo attraverso i medesimi criteri valutativi così da identificare la “ricchezza” del singolo nucleo familiare  .

La nuova DSU 2020 in definitiva consente il calcolo di quello che viene definito ISRE cioè Indicatore della Situazione Reddituale del nucleo familiare e che si avvarrà dei vantaggi già acquisiti e ampiamente validati derivanti dall’introduzione del 730 precompilato.

Quando si presenta la DSU.

La DSU va presentata da tutti i contribuenti che intendono usufruire di prestazioni sociali agevolate, ovvero di tutte le prestazioni sia in ambito sociale che assistenziale  erogate a  supporto di quelle famiglie che presentano una situazione economica che rientra all’interno delle fascie stabilite dall’ente che eroga il servizio o la prestazione in questione e mediante la quale si stabilisce il contributo che il cittadino deve versare affinchè possa avvelersi della stessa; ad esempio, risulta necessario per determinare l’ammontare della tassa di iscrizione alle Università Italiane che risulta necessario versare se, all’interno del vostro nucleo familiare, è presente un iscritto all’università.

Questa dichiarazione viene consultata dall’ente che eroga il servizio, sia pubblico che privato, ed in alcuni casi è uno dei parametri medianti il quale si stilano le graduatorie tra tutti i richiedenti privilegiando, naturalmente, chi presenta una situazione patrimoniale più bassa a parità degli altri indicatori.

L’obiettivo cardine della DSU 2020 precompilata è quello di agevolare il contribuente pre-inserendo le diverse informazioni che ne costituiscono la base di calcolo come i dati anagrafici, la retribuzione annuale, il patrimonio immobiliare ma anche quello mobiliare mediante l’inserimento delle informazioni inerenti i conti correnti degli appartenenti al nucleo familiare; tutti questi contenuti, già presenti all’intreno della DSU precompilata, sgravano, e non poco, l’utente dall’inserimento di tutti questi dati ma lasciano, liddove se ne dovesse presentare la necessità, la possibilità di modificarli in virtù di una variazione delle condizioni familiari e/o economico finanziare non pre-inserite dal sistema.

Bisogna precisare che con la nuova DSU precompilata viene superata la differenza tra le annualità alle quali si fa riferimento per il calcolo tra la situazione patrimoniale e quella finanziaria; entrambe punteranno ai redditi percepiti due anni prima rispetto all’anno di dichiarazione che si sta eseguendo.

Quando si compila la DSU 2020?

Con la riforma introdotta dalla Manovra Finanzia 2020 la DSU 2019 sarà valida fino al 31 Dicembre e non più al 15 Gennaio 2020; la DSU 2020 dovrà essere presentata quindi a partire dal 01 Gennaio; dunque sarà possibile accedere alla vostra pre-compilata, mediante il Sito dell’INPS o quello dell’Agenzia delle Entrate, a partire dal 1 Gennaio di ogni anno solare, almeno secondo quanto comunicato da parte di quest’ultima, affichè il contribuente possa avere il tempo necessario per verificarne il contenuto ed avallarla oppure procedere alla sua modifica.

Mi preme sottolineare che riveste caratteristica essenziale non tardare nel rinnovo della dichiarazione in quanto, se state beneficiando di un contributo da parte di un ente, come ad esempio il bonus bebè erogato dallo stato italiano per i nuovi nati di ogni anno a condizione che la DSU del nucleo familiare è al di sotto dei 25.000 euro, vi vedreste sospesa l’erogazione mensile dello stesso se non siete stati tempestivi nella presentazione della nuova DSU. Stessa cosa può verificarsi per quanto concerne la retta da versare all’Asilo Nido per la frequenza dei bambini (aspettiamo con ansia il nuovo provvedimento in finanziaria che dovrebbe eliminare completamente la retta per determinati redditi tra quelli che saranno identificati sempre mediante la DSU) o le prestazioni assistenziali delle quali possono usufruire i nostri cari che si trovano in particolari condizioni di svantaggio psico/fisico.

Particolarmente importante risulta per tutti quei cittadini che usufruiscono del reddito di cittadinanza; per continuare a percepirlo ogni Gennaio bisognerà rinnovare la DSU, meglio mediante la precompilata che oltre a facilitare la compilazione consente di evitare i tempi legati alla consegna della stessa oltre che alle spese da versare al CAF o al commercialista, se eseguita da questi soggetti da voi incaricati.

Modalità di accesso per la DSU 2020 pre-compilata

Come accennato sopra esistono diversi metodi di accesso alla nostra pre-compilata e di seguito saranno elencati i più importanti; tutti comunque necessitano delle credenziali di accesso sotto riportate:

      • Accesso mediante sito INPS (quello da me preferito): è possibile accedervi munendovi del vostro codice fiscale e del codice PIN dispositivo o con le credenziali SPID, se ne siete in possesso;
      • Accesso mediante Agenzia delle Entrate mediante i tre codici necessari id utente, password, e PIN di autenticazione tramite la pagina di accesso di fiscoonline;
      • Medinate SPID di livello 2 o superiore.

Ciacuna delle precedenti modalità richiede il possesso delle credenziali di accesso che vanno richieste, come nel caso dell’INPS, direttamente all’ente del quale volete utilizare la piattafoma on-line.

L’accesso sarà possibile per ciascuno dei componenti del nucleo  familiare purchè sia maggiorenne ed abbia una qualsiasi tra le credenziali necessarie sopra descritte; chiunque acceda dovrà contestualmente fornire delle indicazioni inerenti gli altri componenti che costituiscono il nucleo,  che saranno meglio descritte in futuro quando l’Agenzia delle Entrate chiarirà questo aspetto.

Quali dati contiene la DSU 2020?

Il vantaggio della nuova DSU 2020 pre-compilata è quello di eliminare la necessità dell’inserimento dei nostri dati o quanto meno ridurne al minimo l’inserimento se proprio dovesse risultare necessario. Ma quali sono i dati che contiene?

      • Dati anagrafici di tutti componenti del nucleo familiare e quindi del numero dei componenti che lo costituiscono e che servono a definire le condizioni di equivalenza parametrizzate in funzione del totale dei componenti;
      • L’indicazione di eventuali soggetti relevanti ai fini ISEE e che quindi percepiscono reddito;
      • Indicazione di eventuali soggetti che presentano condizioni di disabilità e/o non autosufficenza che contribuiscono a determinare un coefficiente che riduce l’ammontare del valore finale.
      • L’indicazione della situazione patrimoniale immobiliare del nucleo familiare ovvero di tutte le proprietà possedute dai componenti del nucleo familiare tra la casa di residenza le ulteriori altre case o proprietà in vostro possesso;
      • i redditi complessivi percepiti durante l’anno da tutti i componenti del nucleo familiare a netto dei dei redditi che risultano esonerati dalla dichiarazione così come riportato dalla art. 4 comma due lettera a) del regolamento ISEE;
      • tutti gli ulteriori redditi così come definiti dall’art.4 comma 2 lettera b) che risultato percepiti in regime di forfettario per gli esercenti di attività di impresa o ad esempio, i redditi percepiti per la locazione di una abitazione concessa a canone concordato e quindi che beneficia della tassazione a cedolare secca
      •  le componenti reddituali indicate sempre nel medesimo art.4 lettere dalla c) alla I) del regolamento ISEE;
      • l’ammonatre dell’eventuale debito residuo per i mutui contratti per l’acquisto di un immobile o la costruzione di un fabbricato che si riferiscono alla dotazione del patrimonio immobiliare in possesso;
      • Le componenti dei patrimonio mobiliare degli appartenenti al nucleo familiare con l’indicazione del valore relativo alla giacenza media posseduta nel corso dell’anno appena concluso, così come certificato dalla banca presso la quale è stato stipulato il vostro conto corrente e di tutti le ulteriori attività finanziarie sia italiane che estere;
      • tutti gli autoveicoli posseduti dal nucleo comprese le motociclette di cilindrata pari o superiore ai 500cc. Questi non rientrano all’interno del calcolo ma servono comunque per verificare la ricchezza del nucleo familiare.

La DSU, se compilata nel triennio precedente mediante la piattaforma on-line conterra già al suo interno la gran parte dei dati dichiarati precedentemente e quindi sarà più facile la compilazione mentre nel caso debba essere la prima volta che accedete al portale potrebbe risultare necessario inserire alcuni dati se non precaricati.

ATTENZIONE:  La DSU ha lo scopo di identificare la situazione patrimoniale e reddituale del nucleo e quindi vanno inserite tutte le informazioni veritiere per non incappare, in caso di dichiarazioni mendaci, a fronte di controlli da parte dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate in denunce anche penali per tentata truffa allo Stato Italiano.

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