Detrazione Spese Scolastiche: quali sono, i limiti e le istruzioni per inserirle nella dichiarazione

Alzi la mano chi sa che le spese scolastiche dei figli a carico possono essere portate in detrazione. Siete sicuramete in pochi… Quante volte il vostro commercialista vi ha chiesto le fatture delle spese che affrontate per l’istruzione dei vostri figli? e quante volte vi ha spiegato cosa è possibile portare in detrazione? Adesso proviamo a fare chiarezza

Spese scolastiche: detrazioni per asilo nido e prima infanzia

Mi preme fare subito una precisazione fondamentale. Si possono portare in detrazione le spese scolastiche relative alle rette che paghiamo per mandare i figli all’asilo nido sia comunale che privato (quest’ultimo purchè accreditato) ed alla scuola dell’infanzia (dai 3 ai 6 anni).

Molti non conoscono che è possibile portare il detrazione il 19% di queste spese mensili; queste vanno inserite all’interno della precompilata nella casella che ti indicherò di seguito.

Naturalmente è essenziale sottolineare che purtroppo non risulta possibile portare in detrazione le spese relative ai materiali consumabili (quaderni, penne, cancelleria in generale) e purtoppo nemmeno quella per i libri.

Quali sono le spese scolastiche detraibili?

Non tutte le spese che le famiglie italiane si trovano ad affrontare annualmente per l’istruzione dei propri figli si possono portare in detrazione ma solo:

  • Tassa di iscrizione a scuola o contributo obbligatorio/volontario per la frequenza;
  • Spese per il servizio mensa e per l’assistenza pre o post, sia se eseguita da strutture private per conto del Comune sia se effettuata da soggetti diversi.
  • Spese per la partecipazione a viaggi di studio;
  • Spese per la retta mensile, come precedentemente detto applicabile solo per asilo nido e scuole per la prima infanzia;
  • Erogazioni libearli appositamente deliberate dall’istituzione scolastiche per fini esclusivamente legati alla frequenza scolastica;
  • Spese sostenute per il dopo scuola all’interno dell’istuzione scolastica o da enti esterni atti alla realizzazione di questi servizi;
  • Spese per l’assicurazione della scuola;
  • Tutte le voci di spesa ricadenti nell’ambito dell’offerta formativa che l’istituzione scolastica offre ai suoi utenti (corsi di lingua, dizione, teatro, ecc…).

Attenzione però! Tutte queste spese devono essere certicate mediante l’esibizione di bollettini di c/c postali, fatture, ricevute ed altro.

Inoltre va segnalato che se il pagamento viene eseguito direttamente alla struttura scolastica non vi è la necessità di presentare copia della delibera emessa dalla scuola che motiva la spesa; viceversa quando il pagamento viene eseguito a soggetti terzi è necessario accompagnare la ricevuta di pagamento alla copia della delibera che autorizza l’esecuzione dell’attività (ad esempio le spese per la gita scolastica vanno corredate di delibera scolastica che autorizza l’esecuzione della gita e la sua destinazione).

Ammontare detrazione e tetti massimi di spesa.

Negli ultimi anni è aumentato, e continuerà ad aumentare per il prossimo anno, il tetto di detrazione massimo  previsto per le spese scolastiche. Per quest’anno il limite massimo di spesa per ciascun figlio si attesta in 786 euro. Ciò significa che se dichiarassimo di aver avuto spese certificate per questa cifra, considerando la detrazione del 19%, percepiremmo una detrazione delle tasse, mediante il rimborso che avviene a valle della dischiarazione dei redditi, di una cifra pari a 149,34 euro per figlio. Avete letto bene.

La cifra massima sopra riportata è applicabile per ogni scuola di ordine e grado fino alle scuole medie superiori.

Viceversa, non è previsto nessun tetto massimo per gli importi da portare in detrazione  per tutte le spese legate alla formazione universitaria che siano organizzati da università pubbliche o private purché queste siano accreditate come tali e abbiamo corsi assimilati e riconosciuti come durata e struttura dell’insegnamento ai corsi ufficiali. Si possono portare in detrazione anche le spese relative alla formazione post-univeristaria come master, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione e/o formazione se eseguite da università o enti riconosciuti come tali dallo Stato Italiano. Comunque, bisogna sottolineare che se l’università è privata oppure estera, il limite massimo che si può portare in detrazione è pari a quello per un analogo corso di una università pubblica Italiana.

Quali sono  fasce di età che hanno diritto alla detrazione

La detrazione può essere chiesta da tutti i genitori che hanno figli a carico (ovvero tutti i figli che non hanno un reddito superiore alle 2840,51 euro annue) che requentano scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo nido (che purtroppo presenta costi per la reta mensile di gran lunga superiori all’ammonatre massimo delle spese annue che è possibile portare in detrazione) agli studenti univeristari per i quali, come sopra esposto, non vi è nessun limite al tetto di spesa che risulta possibile portare in detrazione.

Credo sia giusto ed opportuno che non vi sia nessun limite al tetto di spesa che è possibile portare in detrazione anche per i bimbi che frequantano l’asilo nido e la scuola materna. Spero che qualcuno legiferi in tal senso nel breve periodo.

Dove inserisco le spese scolastiche nel modello 730?

Ti sarai fatto più volte questa domanda. E’ arrivato il momento di conoscere la risposta. All’interno del quadro detrazioni le spese scolastiche per ragazzi che frequentabo scuole fino alle superiori di secondo grado vanno inserite nelle caselle da E8 fino a E10 con il codice 12, mentre solo quelle in campo universitario vanno inserite con il codice 13.

Attenzione che tutte le spese devono essere opportunamente documentate, come sopra descritto, con la documentzione di seguito riportata a titolo di esempio:

  • Ricevute di bonifici bancari o postali;
  • Ricevute di pagamenti eseguiti tramite conto correnti o bollettini postali;
  • Mav relativi al pagamento del servizio mensa;
  • attestazioni di pagamento rilasciate dall’istituto scolatico.

Tutta quasta documentazione può essere richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate nel caso di verifica della dichiarazione che avete presentato.

Spero di esservi stato di aiuto ma se avete dubbi potete contattarmi e proverò a chiarirvi ogni situazione.

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