Detrazione Spese Scolastiche 2020: quali sono, i limiti e le istruzioni per inserirle nella dichiarazione

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Alzi la mano chi sa che le spese scolastiche dei figli a carico possono essere portate in detrazione. Siete sicuramete in pochi… Quante volte il vostro commercialista vi ha chiesto le fatture delle spese che affrontate per l’istruzione dei vostri figli? e quante volte vi ha spiegato cosa è possibile portare in detrazione? Adesso proviamo a fare chiarezza

Spese scolastiche: detrazioni per asilo nido e prima infanzia

Mi preme fare subito una precisazione fondamentale. Si possono portare in detrazione le spese scolastiche relative alle rette che paghiamo per mandare i figli all’asilo nido, sia comunale che privato (quest’ultimo purchè accreditato), ed alla scuola dell’infanzia (dai 3 ai 6 anni).

Molti non sanno che risulta possibile portare il detrazione il 19% di queste spese mensili; per farlo, e dunque per ottenere la restituzione del 19% dell’importo speso, basta inserire l’ammontare totale della spesa annua  nella dichiarazione precompilata, all’interno della casella che ti indicherò di seguito.

Naturalmente è essenziale sottolineare che purtroppo non risulta possibile portare in detrazione le spese relative ai materiali consumabili (quaderni, penne e cancelleria) e nemmeno quelle relative all’acquisto dei  libri.

Detrazione Spese Scolastiche 2020 quali sono?

Spese scolastiche detraibili 2020: quali sono?

Non tutte le spese che le famiglie italiane si trovano ad affrontare annualmente per l’istruzione dei propri figli si possono portare in detrazione ma solo:

  • Tassa di iscrizione a scuola o contributo obbligatorio/volontario per la frequenza;
  • Spese per il servizio mensa e per l’assistenza pre o post, sia se eseguita da strutture private per conto del Comune sia se effettuata da soggetti diversi.
  • Spese per la partecipazione a viaggi di studio;
  • Spese per la retta mensile, come precedentemente accennato, applicabile solo per asilo nido e scuole per la prima infanzia;
  • Erogazioni libearli appositamente deliberate dall’istituzione scolastiche per fini esclusivamente legati alla frequenza scolastica;
  • Spese sostenute per il dopo scuola all’interno dell’istuzione scolastica o da enti esterni atti alla realizzazione di questi servizi;
  • Spese per l’assicurazione della scuola;
  • Tutte le voci di spesa ricadenti nell’ambito dell’offerta formativa che l’istituzione scolastica offre ai suoi utenti (corsi di lingua, dizione, teatro, ecc…).

Attenzione! Per beneficiare delle detrazioni bisogna esibire, per tutti i capitoli di spesa sopra riportati, delle ricevute di qualsiasi natura  come bollettini di c/c postali, fatture, ricevute od altro che servono ad attestare che abbiate eseguito un pagamento tracciabile a fronte di un servizio/prestazione ricevuta.

Inoltre, bisogna sottolineare  che se il pagamento viene eseguito direttamente alla struttura scolastica non vi è la necessità di presentare la copia della delibera emessa dalla scuola che motiva la spesa; viceversa, quando il pagamento viene eseguito a soggetti terzi è necessario accompagnare alla ricevuta di pagamento la copia della delibera che autorizza l’esecuzione dell’attività (ad esempio le spese per la gita scolastica vanno corredate di delibera scolastica che autorizza l’esecuzione della gita e la sua destinazione) emessa dall’istituto scolastico.

Purtroppo per ottenerla bisogna richiederla alla segreteria scolastica della scuola.

Ammontare detrazione scolastica 2020 e tetto massimo di spesa.

Negli ultimi anni è aumentato, e continuerà ad aumentare per il prossimo anno, il tetto di detrazione massimo  previsto per le spese scolastiche. Per il 2020  il limite massimo di spesa, per ciascun figlio, si attesta in 800 euro. Ciò significa che se dichiarassimo di aver sostenuto spese certificate per un totale pari alla cifra massima sopra riportata, considerando l’applicabilità del 19% di detrazione, percepiremmo una cifra sottratta delle tasse che dobbiamo versare,  pari a 152 euro per figlio. Avete letto bene.

La cifra massima sopra riportata è applicabile per ogni scuola di ordine e grado fino alle scuole medie superiori.

Viceversa, non è previsto nessun tetto massimo per gli importi da portare in detrazione  per tutte le spese legate alla formazione universitaria che siano organizzati da università pubbliche o private purché queste siano accreditate come tali e abbiamo corsi assimilati e riconosciuti come durata e struttura dell’insegnamento ai corsi ufficiali. Si possono portare in detrazione anche le spese relative alla formazione post-universitaria come master, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione e/o formazione se eseguite da università o enti riconosciuti come tali dallo Stato Italiano. Comunque, bisogna sottolineare che se l’università è privata oppure estera, il limite massimo che si può portare in detrazione è pari a quello per un analogo corso di una università pubblica Italiana. Per maggiori informazioni sulle spese che si possono portare in detrazione per gli studenti univeristari clicca su questo link.

Chi ha diritto alla detrazione per le spese scolastiche

La detrazione può essere richiesta da tutti i genitori contribuenti che hanno figli a carico (ovvero tutti i figli che, con la modifica introdotta con la manovra 2019, abbiano un reddito inferiore  a 4,000 euro annui) che frequentano scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo nido (fortunatamente la Manovra 2020 ha innalzato il tetto massimo per il rimborso della retta mensile per la frequenza agli asili nido, per saperne di più clicca sul seguente link) agli studenti univeristari per i quali, come sopra esposto, non è stato stabilito nessun tetto massimo  all’importo sostenuto per le spese univeristarie, che  possono essere portate in detrazione con l’aliquota al 19%.

Credo sia giusto ed opportuno che non ci debba essere nessun limite al tetto di spesa da portare in detrazione anche per le spese sostenute per i bimbi che frequantano l’asilo nido e/o la scuola materna. Spero che qualcuno legiferi in tal senso nel breve periodo.

Attenzione: se per la retta dell’asilo mensile usufruite del Bonus Asilo Nido, ma questo non copre l’intera retta sostenuta, potete portare in detrazione la differenza tra questa spesa e cio che ottenete come rimborso mediante il Bonus Asilo Nido

Ad esempio, se la retta mensile del bimbo al nido è di 350 euro e mediante il Bonus Asilo Nido percepite un rimborso di 120 euro, la differenza pari a 230 euro (350 – 120) potrete portarla in deduzione percependo un rientro, in concomitanza della dichiarazione dei redditi mediante il 730 precompilato, pari a 43,7 euro per ogni mese per il quale avete sostenuto la spesa.

Dove inserisco le spese scolastiche nel 730 precompilato per l’anno 2020?

Ti sarai fatto più volte questa domanda. E’ arrivato il momento di conoscere la risposta. All’interno del quadro detrazioni le spese scolastiche per ragazzi che frequentabo scuole fino alle superiori di secondo grado vanno inserite nelle caselle da E8 fino a E10 con il codice 12, mentre solo quelle in campo universitario vanno inserite con il codice 13.

Attenzione che tutte le spese devono essere opportunamente documentate, come sopra descritto; di seguito un estratto della documentazione valida nel caso in cui sareste sottoposti ad un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate

  • Ricevute di bonifici bancari o postali;
  • Ricevute di pagamenti eseguiti tramite conto correnti o bollettini postali;
  • Mav relativi al pagamento del servizio mensa;
  • attestazioni di pagamento rilasciate dall’istituto scolatico.

Tutta quasta documentazione può essere richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate nel caso di verifica della dichiarazione che avete presentato.

Spero di esservi stato di aiuto ma se avete dubbi potete contattarmi e proverò a chiarirvi ogni situazione.

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