Detrazione spese bonus facciata 2020 : quanto si può detrarre e cosa è incluso? Condizioni e limiti per usufruirne

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Ottime notizie sul fronte dei provvedimenti a sostegno della casa. Chi aveva in mente di eseguire dei lavori di manutenzione sulle facciate delle proprie abitazioni potrebbe beneficiare, a partire dal 2020, di uno sconto fiscale sull’ammontare totale dei lavori.

Il provvedimento, nato con la discussione dell’ultima Legge finanziaria che è entrata in vigore da Gennaio 2020, ha messo a budget dei fondi per coprire il rimborso delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione delle facciate degli appartamenti e/o degli stabili, sia se appartenenti ad un complesso di appartamenti (condominio) sia per abitazioni singole come villette, villa a schiera stabili d’epoca dunque per qualsiasi altra forma di abitazione privata.

Elenco lavori inclusi nel Bonus Facciate 2020

“L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).
Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne
dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Tra le opere agevolabili rientrano, a titolo esemplificativo:

      • il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche
        in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie
      • il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi
      • i lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Sono detraibili i materiali acquistati per la ristrutturazione, i compensi dei tecnici che seguiranno la progettazione o ne eseguiranno la corretta esecuzione e gli oneri accessori (occupazione suole pubblico per ponteggi, noleggio ponteggi, ecc… )che dovrete versare per poter eseguire i lavori a regola d’arte.

Al seguente link troverete una guida dettagliata, emessa dall’Agenzia delle Entrate, all’interno della quale sono presenti ulteriori dettagliagli, qualora ne abbiate bisogno.

La grande novità introdotta da questo provvedimento consiste nella possibilità, a differenza delle detrazioni in ambito casa attualmente in vigore, di portare in detrazione nel computo totale della spesa sostenuta, qualsiasi tipo di lavori, anche quelli ricadenti nell’ambito delle manutenzioni ordinarie.

Tutte del detrazioni ad oggi attive nell’ambito delle ristrutturazioni casa prevedono che si possa beneficiare dello sconto fiscale se e soltanto se i lavori in corso siano inquadrabili come manutenzione straordinaria, mentre quelle ordinarie possono rientrare all’interno della spesa da portare in detrazione, se e soltanto se sono una diretta conseguenza dei lavori di manutenzione straordinaria.

Mi spiego meglio: se all’interno del vostro appartamento avete deciso di inserire un nuovo bagno, dato che i lavori prevederanno la rimozione del pavimento per aggiungere/modificare le tubature, per l’inserimento di nuove tramezzature, ecc…, si deve aprire una Cila, da parte di un tecnico abilitato, da depositare presso il Comune dove si trova l’appartamento, all’interno della quale questi lavori, secondo le normative vigenti, devono essere classificati come opere di manutenzione straordinaria in quanto modificano la volumetria oltre che la planimetria dell’appartamento; una diretta conseguenza potrebbe risultare quella di  eseguire una tinteggiatura dell’appartamento per via della modifica in opera (questa è classificata come operada di manutenzione ordinaria). In questo caso però, anche queste voci di costo  rientrano all’interno del computo delle spese che si possono portare in detrazione in quanto dipendenti e necessarie all’esecuzione a regola d’arte dei lavori per la realizzazione del nuovo bagno.

L’aspetto innovativo e del tutto differente previsto dal bonus facciate  si riscontra nella possibilità di poter usufruire dell’agevolazione, come sopra detto, anche per i soli lavori di manutenzione ordinaria; quindi se la vostra facciata necessita solo di una tinteggiatura e non di un complesso di lavori invasivo (ad esempio cappotto termico, apertura di finestre, ecc…), oggi risulta possibile usufruire di questo importante sostegno economico per rimetterla in ordine.

Tale provvedimento, oltre a favorire i contribuenti che intendono realizzare opere con il fine del risparmio energetico (cappotti termici, ecc…), mira a salvaguardare la vetustà del patrimonio immobiliare fornendo un solido sostegno economico a chi decide di abbellire o restaurare il proprio immobile, oltre che fornire una nuova spinta nell’ambito del sostegno al comparto edilizia, negli ultimi anni in forte crisi.

A quanto ammonta la detrazione prevista per il Bonus Facciate 2020?

Come per tutte le altre detrazioni, anche il per il bonus ristrutturazione facciate, il beneficio consiste nella possibilità di portare in detrazione l’intero ammontare dei costi sostenuti per la ristrutturazione della facciata della nostra abitazione. Questa detrazione però, a differenza di quelle già in corso nell’ambito della manutenzione casa, comporta la possibilità di portare in detrazione il 90% del costo sostenuto!!!

A conti fatti significa che rifacciamo la facciata quasi GRATIS.

E’ importante sottolineare che rimborso sarà possibile recuperarlo in 10 anni mediante delle rate ogni anno pari al 9% dell’intera spesa sostenuta.

Tale rimborso avverrà come detrazione da scomputare dall’ammontare dalle tasse che siamo costretti annualmente a versare nelle casse Statali.

Bisogna naturalmente valutare attentamente l’ammontare totale delle tasse che noi versiamo annualmente nelle casse statali. Se il valore della detrazione è superiore all’ammontare di queste, rientriamo nella situazione di in capienza e la differenza a nostro favore verrà persa o meglio non potremo ricevere nessuna forma di rimborso…

Ma a tal proposito vi fornisco un suggerimento: se le spese da sostenere sono così elevate da non riuscire ad essere detratte per intero da singolo e convivete l’appartamento con un altro inquilino possessore di reddito facente parte del vostro stato di famiglia, potete suddividere tra entrambi le  spese da liquidare per i lavori così’ così da riuscire a beneficire per intero dell’intera detrazione. L’unica condizione in questo caso è risultare entrambi come committenti dell’opera.

Conoscere la propria posizione fiscale prima di avviarvi una una ristrutturazione di questo tipo risulta di vitale importanza se si vuole beneficiare in questo bonus e questa dovrebbe essere commisurata alla spesa totale che potrete pianificare sia facendovi fare dei preventivi dalle impresa specializzate sia, soprattutto, avvalendovi della collaborazione di un tecnico abilitato che risulta in questi casi di vitale importanza (anche la parcella di quest’ultimo si potrà portare in detrazione).

Come calcolo la detrazione ottenibile con il bonus facciate?

Per facilitare la comprensione di un ambito ostico a molti vi riporto un esempio pratico su come calcolare la detrazione e come stimare l’ammontare delle tasse che annualmente versate allo Stato.

Per verificare l’ammontare delle tasse che versate allo Stato dovete munirvi, ad esempio, del modello CUD che vi è stato fornito dal vostro datore di lavoro; verificate il valore riportato nella casella E21: se ad esempio questo è pari a 6.125 euro significa che potete al massimo portare in detrazione questa cifra ogni anno.

Quindi se la vostra manutenzione costerà 50.000 mila euro potrete portare in detrazione:

50.000 * 0,9 = 45.000 euro cioè 4.500 euro annui per i prossimi 10 anni.

Questa è la cifra che otterrete come rimborso con la dichiarazione dei redditi mediante che annualmente eseguire (730 o UNICO); questa cifra verrà liquidata ai dipendenti  in busta paga il primo mese utile da parte del vostro Sostituo di Imposta mentre ai pensionati sarà liquidita dall’INPS; ciò è vero perché siete in una condizione dove la differenza tra ciò che dovete versare allo Stato e ciò che lo Stato deve restituirvi è positiva ovvero 6.125 – 4.500 = 1.625 euro.

Occhio a tenere in conto tutte le altre detrazioni delle quali beneficiate; il totale delle detrazioni potrebbe risultare negativo e questa differenza negativa non vi verrebbe rimborsata e perdereste una parte del beneficio, così come sopra spiegato.

Chi può portare in detrazione la spesa per il rifacimento della facciata?

A beneficiare di questa possibilità, a partire dal 2020, sono tutti i contribuenti che nell’anno solare antecedente a quello di dichiarazione dei redditi hanno eseguito dei lavori di rifacimento/ristrutturazione delle facciate delle proprie abitazioni. Non vi è nessun tetto limite alla spesa sostenuta e si può portare in detrazione, in 10 rate annuali, il 90% della spesa sostenuta per la manutenzione eseguita.

In ambito condominiale, la spesa, che verrà parametrata in funzione dei millesimi di possesso, potrà essere portata in detrazione dai singoli condomini mediante la dichiarazione annuale.

Bonus Facciate 2020:  accessibili solo agli appartamenti ricadenti in zona A e zona B; limitazioni e guida per non perdere il beneficio.

Allo stato attuale non esiste un tetto massimo al limite di spesa massimo per il quale si può usufruire delle detrazioni per il Bonus facciate rimborsate tramite l’Agenzia delle Entrate da parte del vostro sostituto di imposta.

Le uniche limitazioni presenti sono quelle relative alla tipologia di esecuzione del pagamento delle imprese che eseguiranno i lavori o per i professionisti che incaricherete per l’esecuzione del progetto. Va sottolineato che il progetto deve essere regolarmente denunciato presso il Comune dove ha sede l’appartamento (si dovrà procedere, li dove necessario al pagamento dei tributi relativi all’occupazione del suolo pubblico se sarà montato un ponteggio) ed il pagamento delle opere e prestazioni dovrà avvenire in maniera tracciata mediante il famoso bonifico parlante dove sono riportate in maniera chiara tutte le informazioni afferenti la ristrutturazione in corso.

La limitazione più importante ricade però nella tipologia di appartamenti che possono beneficiare del Bonus: infatti questi devono ricadere nelle zone censite come zona A (centri storici) o zona B (zone totalmente o parzialmente edificate subito al di fuori della zona A) ddelle nostre città; a tal proprosito il tecnico incaricato sarà la persona più informata che potrà immediatamente eseguire una verifica sulla posizione che occupa in vostro appartamento.

Sono ammessi al bonus facciate solo gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. Sono quindi escluse le finestre e gli impianti.

Sono sicuro di avervi fornito le info necessarie. In bocca al lupo per i lavori e speriamo che la nuova facciata sia di vostro gradimento.

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