Detrazioni spese mediche 2020: novità, modifiche e condizioni per usufruirne

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Con la manovra 2020 il Governo ha introdotto poche modifiche ma sostanziali per provare a dare una spallata al sommerso nell’ambito sanitario.

Spese mediche detraibili

Infatti, seppur le detrazioni in ambito sanitario non hanno subito modifiche nel loro apparato generale ed i capi saldi sono quelli attualmente in vigore  (vedi Detrazioni spese mediche sanitarie), così come le modalità per usufruirne, sempre riportate nell’articolo linkato in parentesi, il Governo si è concentrato sul l’emersione  dei pagamenti in nero per quanto concerne il settore privato. Ma cosa è cambiato?

Detrazione Spese mediche e Sanitarie 2020: cosa è cambiato?

Spese Mediche 730

Pagamenti tracciabili: cosa cambia e perché

La principale novità introdotta dalla nuova legge di bilancio, per quanto concerne le spese mediche detraibili nella compilazione del 730, riguarda le modalità di pagamento.

Se per l’acquisto di farmaci, le visite o le prestazioni erogate da strutture pubbliche o private ma convenzionate, è possibile pagare in contanti,  ciò non è più fattibile per quanto riguarda le visite o le prestazioni erogate da medici o studi in regime privato.

A partire dal 1° di Gennaio del 2020, data ipoteticamente posticipata al 1°Aprile 2020 per far fronte alle numerose richieste che il Governo ha ricevuto da parte dei CAF che miravano a  tutelare tutti i contribuenti che non erano a conoscenza del provvedimento e che potevano perdere il diritto alla detrazione (confermata definitivamente al 01 Gennaio 2020), se volete continuare a usufruire della detrazione del 19% anche sulle visite eseguite in regime privato, è necessario liquidare la prestazione mediante “pagamenti tracciabili”, ovvero bancomat, carta di credito, con un assegno non trasferibile o un bonifico bancario…

Naturalmente può essere usata anche la carta in possesso di chi usufruisce del reddito di cittadinanza.

Mi preme segnalare che non è stato introdotto nessun limite al tetto massimo per poter usufruire delle detrazioni. Seppur inizialmente si è paventata più volte l’ipotesi di limitare la possibilità di portare in detrazione le spese mediche e sanitarie per i redditi superiori ai 120mila euro fino ad azzerrarle dopo i 240mila euro, tale provvedimento, secondo me a ragione, è decaduto. Sono convinto che il diritto alla salute è di tutti e per giunta chi percepisce redditi alti, contribuisce già in maniera sostanziale, mediante le proprie tasse, a rinpinguare le casse statali, dunque ha il medesimo diritto di poter usufruire delle detrazioni.

E’ importante evidenziare che queste modifiche varranno a partire da Gennaio 2020 ma le spese eseguite durante il corso di quest’anno potranno essere portate in detrazione mediante la dichiarazione dei redditi del 2021.

ATTENZIONE: sottolineo che per quanto riguarda i pagamenti tracciabili siete costretti a far indicare la modalità di pagamento usato anche in fattura, il pagamento deve essere fatto dalla stessa persona che esegue la prestazione medica (ad esempio il bancomat, se pagate con il POS deve essere intestato a chi esegue la prestazione) o dalla persona al quale risultate a carico e per giunta siete costretti a conservare la ricevuta/fattura almeno fino a quando il sistema non andrà perfettamente a regime, viste le difficoltà iniziali che si stanno evidenziando, e dunque fino al 31 Dicembre del 5 anno successivo rispetto all’anno di esecuzione della prestazione (tempo massimo entro il quale l’Agenzia delle Entrate può eseguire un controllo della vostra dichiarazione richiedendovi tutte le fatture). 

SuperTicket: qual’è la situazione

Altro provvedimento importante a sostegno delle classi meno abbienti sarà l’abolizione per le prestazioni sanitarie con relativo pagamento del Super Ticket. Questa tassa di importo pari a 10 euro, vigente in alcune regioni e variabile in funzione di determinati criteri da regione a regione, ha l’obbiettivo di far entrare fondi nelle casse regionali a fronte dei tagli alla Sanità che hanno subito da parte del Governo Centrale. Con la liberalizzazione del piano Sanitario, non più di gestione statale ma regionale, ciascuna Regione ha dovuto far fronte all’erogazione delle prestazioni sanitarie verso i propri cittadini ricevendo sempre meno fondi statali. Quindi si è deciso di introdurre questa tassa, direttamente sul contribuente, in particolar modo per quelle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio di tipo altamente professionale e quindi più costose.

Questo obolo risulta purtroppo fortemente penalizzante per i cittadini senza reddito o con redditi bassi che hanno limitato significativamente la possibilità di curarsi; nei prossimi mesi, si presume a partire da Settembre 2020, come promesso dall’attuale ministro Speranza, tale tassa sarà completamente eliminata e tutti i ticket saranno rimodulati in funzione di diversi parametri che dipenderanno dal tipo di prestazione di cui si deve usufruire, dal reddito familiare, dal numero di componenti della stessa.

Attendiamo gli sviluppi con ansia ricordandoci che…

La salute pubblica, indipendentemente da ulteriori questioni, è una garanzia che uno Stato che si professa civile deve garantire a tutti gli uomini presenti sul proprio suolo, indipendentemente dalla cittadinanza di appartenenza…in fondo quando una malattia colpisce, di certo non seleziona la persona in base alla sua fascia di reddito od al colore della sua pelle piuttosto che al sesso…non credete???

Credo invece che uno Stato civile deve individuare e lavorare sulle potenziali criticità che possano determinare i più comuni problemi di Salute per ridurli alla fonte…non posso credere che esistono campagne di sensibilizzazione  contro il fumo o l’abuso di l’alcool mentre è contestualmente lo Stato incassa enormi quantità di denaro dalle tasse sulla vendità di questi prodotti (e le tasse incassate non hanno lo scopo di limitare la vendita di questi prodotti che creano dipendenza e problemi di salute)…politici e governanti, vi do un consiglio…sarete più credibili quando presenterete un bilancio annuale dal quale si percepisce che tutte le tasse incassate dalla vendita di questi prodotti saranno integralmente spese nella sensibilizzazione e nell’educazione dei cittadini (a partire dai minorenni tramite le scuole di ogni ordine e grado)verso uno stile di vita più sano… tale pratica, seppur non nell’immediato determinerebbe come diretta conseguenza sia una forte riduzione della spesa in ambito Sanitario che una popolazione costituita da cittadini sempre più in Salute e quindi più efficenti!!!.

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