730: scadenze principali

Il 730 deve essere presentato da tutti i cittadini dipendenti/pensionati italiani e non (persone fisiche), residenti in Italia e che percepiscono entrate da dichiarare sia da lavoro dipendente e/o da altre fonti di reddito che non richiedono partita IVA (lavori saltuari con introiti annui inferiori ai 4800 euro, rendite finanziarie, affitti, ecc..). Nel seguente paragrafo riporto tutte le date essenziali e le scadenze previste per la presentazione e l’invio della precompilata.

730: date e scadenze

Come per tutte le pratiche, anche questa possiede delle tempistiche, che grazie alla precompilata si sono dilatate rispetto al passato. Vi riassumo le principali date da tenere in mente:

      • Dal 15 Aprile è possibile accedere alla dichiarazione precompilata;
      • Dal 02 Maggio è possibile eseguire le modifiche, integrazioni o l’accettazione della precompilata da inviare all’agenzia delle entrate tramite il canale WEB;
      • Dal 10 Maggio è possibile utilizzare la compilazione assistita per gli oneri deducibili e detraibili da indicare nel quadro E;
      • Dal 24 Maggio è possibile compilare i riquadri RW, RT ed RM per i redditi aggiuntivi al 730 e correggere o sostituire il modello 730 già inviato;
      • Dal 28 Maggio si può annullare e ripresentare la dichiarazione già inviata precedentemente; attenzione l’annullamento è possibile solo entro il 20 Giugno;
      • 01 Luglio ultimo giorno per il versamento del saldo e primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta;
      • 23 Luglio data di scadenza per l’invio del 730 precompilato all’agenzia delle entrate tramite l’applicazione web;
      • 31 Luglio Ultimo giorno utile per il versamento, con maggiorazione del 0,4% a titolo di interesse, di saldo e primo acconto per i contribuenti 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi

ATTENZIONE: se avete sforato tutte queste date, niente paura, non andate nel panico. Lo Stato, seppur in ritardo, accetta sempre le dichiarazioni fatte dal contribuente “leale” che ammette di essersi dimenticato di eseguire la dichiarazione dei redditi. In questo caso si avvia una procedura che si chiama di “ravvedimento operoso” dove il contribuente ammette l’errore relativo alla mancata dichiarazione prima che se ne accorga la stessa Agenzia delle Entrate (in quest’ultimo caso sarebbero stangate); il tutto, naturalmente, non è a costo zero ma il contribuente deve pagare una sanzione che cresce proporzionalmente con i giorni di ritardo. Quindi occhio e state attenti.

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